processo in corte d’appello
Alluvione, sì dei giudici ai periti di Giovannelli
OLBIA. La Corte d’appello di Sassari risentirà i periti della difesa la cui testimonianza, in primo grado, fu decisiva per l’assoluzione dell’ex sindaco di Olbia Gianni Giovannelli e degli altri...
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OLBIA. La Corte d’appello di Sassari risentirà i periti della difesa la cui testimonianza, in primo grado, fu decisiva per l’assoluzione dell’ex sindaco di Olbia Gianni Giovannelli e degli altri imputati del processo per la tragica alluvione del 18 novembre 2013, quando sei persone morirono travolte dalle ondate di acqua e fango. Il collegio presieduto da Plinia Azzena, nell’udienza che si è svolta ieri mattina a Sassari, ha accolto la richiesta presentata dagli avvocati Agostinangelo Marras e Nicola Di Benedetto, che difendono l’ex sindaco. Congelata quindi la richiesta presentata nella scorsa udienza dal pg Gabriella Pintus. Il 22 settembre, dunque, torneranno in Sardegna per comparire davanti ai giudici due autorità come Francesco Cipolla, del Cnr, professore universitario, geologo ed esperto in fenomeni idrogeologici, ed Elvezio Galanti, consulente del dipartimento nazionale di Protezione civile. I due esperti erano stati chiamati in primo grado dai legali dell’ex sindaco che, dopo la decisione di ieri, esprimono la loro soddisfazione: «La riteniamo la soluzione più intelligente», spiegano. Oltre all’ex sindaco di Olbia, sono a processo i dirigenti del comune di Olbia Antonello Zanda e Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni, mentre è uscito di scena il dirigente dell'ex provincia di Olbia Tempio, Federico Ferrarese Ceruti (solo una parte civile aveva presentato appello, ma in ritardo, per cui è stato dichiarato inammissibile). La sentenza del tribunale di Tempio, il 29 settembre 2017, aveva assolto tutti gli imputati con la formula più ampia ("perché il fatto non sussiste") dalle accuse di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Nelle motivazioni si parlava di «un evento calamitoso imprevedibile ed eccezionale». La sentenza era stata impugnata dalle parti civili e dalla Procura di Tempio. Budroni e Zanda sono difesi dagli avvocati Jacopo Merlini e Pasquale Ramazzotti, Gabriella Palermo dall'avvocato Lorenzo Soro. I familiari delle vittime si sono costituiti parte civile con gli avvocati Elias Vacca e Danilo Mattana (Mazzoccu), Domenico Putzolu e Giampaolo Murrighile (Corona), Mario Perticarà (Paola e Domenica Casalloni figlie di Ragnedda), Alex Russo (Antonietta Casalloni, un'altra figlia di Ragnedda). (r.o)
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