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Incinta con gravidanza a rischio «Una vera odissea a pagamento»

Incinta con gravidanza a rischio «Una vera odissea a pagamento»

OLBIA. Oltre 200 euro per due visite urgenti ed esenti dal ticket che sono diventate intramoenia, cioè a pagamento, più le spese di spostamento a Sassari, più lo stress che si può solo immaginare per...

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OLBIA. Oltre 200 euro per due visite urgenti ed esenti dal ticket che sono diventate intramoenia, cioè a pagamento, più le spese di spostamento a Sassari, più lo stress che si può solo immaginare per una donna con gravidanza a rischio e per il marito che la accompagna. Nell’avamposto sanitario gallurese davanti all’ospedale Giovanni Paolo II, aperto dal sindaco Settimo Nizzi una settimana fa per denunciare la situazione della sanità olbiese e anche ieri presidiato dall’assessore ai servizi sociali Simonetta Lai, approdano le storie dei pazienti alle prese con le lacune dei servizi. Come quella raccontata al sindaco e agli assessori da Andrea Cammisola, dipendente della Marina con sede alla Maddalena. «Il 29 giugno – dice – mia moglie incinta, con gravidanza a rischio, comincia ad avere difficoltà con le parole. Va al pronto soccorso dell’ospedale Paolo Merlo e la diagnosi è disfasia, deve andare dal neurologo. Il giorno dopo viene visitata al Giovanni Paolo II: il neurologo sospetta una trombosi e le prescrive una visita per verificare la coagulazione del sangue, l’impegnativa è urgente, con visita da fare entro 72 ore ed esenzione. Mentre io decido di rientrare d’urgenza dalla Sicilia, dove mi trovo per lavoro, mia moglie telefona al Cup. Le rispondono: boh, c’è stato il Covid, non sanno né dove né quando si può effettuare la visita. Non avendo risposte, mia moglie scrive una mail all’Urp, l’ufficio relazioni pubbliche, chiedendo informazioni. Ed è così che arriva la telefonata giusta da una signora che si è mossa e ha fissato la visita a Sassari, in via Monte Grappa».

Tutto è bene quel che finisce bene, verrebbe da dire. Ma non è così, spiega Andrea Cammisola. «Arrivati a Sassari, veniamo redarguiti due volte: dal personale e dal medico. Non avremmo dovuto coinvolgere l’Urp, secondo loro. Ma noi che cosa dovevamo fare, se il Cup non era in grado di fissare la visita urgente? Non è finita lì, perché fatta la visita ci viene presentato il conto: 96 euro, con l’avviso che mia moglie dovrà tornare a Sassari dopo altri 15-20 giorni per la visita di controllo. Altri 110 euro a carico nostro, perché si tratta di visita intramoenia. Ma non era una visita esente? Una corsa a ostacoli e pure a pagamento. È così che funziona la nostra sanità? Perché mia moglie non può fare le visite negli ospedali galluresi?». Già. (a.se.)

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