Cinemadamare, domani l’atto finale
di Giuseppe Pulina
Verranno proiettati i cortometraggi realizzati nelle vie del centro storico
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. L’effervescenza di giovanissimi cineasti e le posate meditazioni di chi rappresenta le istituzioni. È quanto è emerso nel corso dell’incontro tra gli amministratori regionali e comunali e la coloratissima carovana di Cinedamare, il più grande raduno di filmmaker al mondo che domani terminerà il suo soggiorno a Tempio. «Provo invidio per questi ragazzi - ha detto con un tono quasi confessionale, l’assessore regionale alla Cultura Andrea Biancareddu – perché anche io avrei voluto fare l’attore». Un entusiasmo che trova una sponda facile nelle parole dell’assessore regionale al lavoro Alessandra Zedda, che ha partecipato all’incontro in video-conferenza, la quale ha sottolineato come Cinemadamare costituisca una potenziale fonte di ispirazione per tutti quei giovani che hanno ancora le idee confuse sul proprio futuro, essendo la Sardegna il luogo ideale per raccontare nuove storie per il cinema e non solo. L’aspetto promozionale non è sfuggito al vicesindaco Giannetto Addis: «Cinemadamare rappresenta la possibilità di far conoscere Tempio attraverso l’occhio artistico di giovani filmmaker, che possono coglierne aspetti originali che di solito sfuggono alla quotidianità e alle necessità del turismo e del marketing».
La settimana di produzione è giunta quasi alla fine. Domani, in piazza Gallura, verrà fatta la sintesi di quanto è stato girato e prodotto. Sarà curioso rivedere Tempio nella prospettiva adottata da ragazzi che vengono dall’America latina, dagli Stati Uniti o dalla Francia. I loro cortometraggi prestano molta attenzione alle tradizioni locali, l’artigianato, la gastronomia sarda con le sue varianti galluresi. Il regista argentino Leandro Sosa ha voluto ambientare l’ennesima versione di un amore alla Romeo e Giulietta nelle vie del centro storico: «E’ così suggestivo – ha detto – che mi ha riportato alla mente la storia d’amore più famosa del mondo». La granitica architettura della città ha ispirato anche il regista milanese Francesco Venezia, che ha trasformato in progetto l’impresa di cogliere l’impronta metafisica di Tempio, tramutando in concetti le immagini dei palazzi storici, dei vicoli e delle finestre incorniciate che, simili a piccoli globi avidi di mondo, inghiottono e proiettano luce anche nelle vie meno illuminate. «Un’impresa complicata - ha dichiarato - ma sono convinto di trovarmi nel luogo giusto per realizzare questa sfida».
La settimana di produzione è giunta quasi alla fine. Domani, in piazza Gallura, verrà fatta la sintesi di quanto è stato girato e prodotto. Sarà curioso rivedere Tempio nella prospettiva adottata da ragazzi che vengono dall’America latina, dagli Stati Uniti o dalla Francia. I loro cortometraggi prestano molta attenzione alle tradizioni locali, l’artigianato, la gastronomia sarda con le sue varianti galluresi. Il regista argentino Leandro Sosa ha voluto ambientare l’ennesima versione di un amore alla Romeo e Giulietta nelle vie del centro storico: «E’ così suggestivo – ha detto – che mi ha riportato alla mente la storia d’amore più famosa del mondo». La granitica architettura della città ha ispirato anche il regista milanese Francesco Venezia, che ha trasformato in progetto l’impresa di cogliere l’impronta metafisica di Tempio, tramutando in concetti le immagini dei palazzi storici, dei vicoli e delle finestre incorniciate che, simili a piccoli globi avidi di mondo, inghiottono e proiettano luce anche nelle vie meno illuminate. «Un’impresa complicata - ha dichiarato - ma sono convinto di trovarmi nel luogo giusto per realizzare questa sfida».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
