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Concessioni demaniali sequestri a Cala Sassari

Concessioni demaniali sequestri a Cala Sassari

Inchiesta della Procura, la polizia locale sigilla parti di Fino Beach e Fatti di Mare Nel secondo stabilimento abusi già rimossi: il gip revoca il provvedimento

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GOLFO ARANCI. Una verandina qua, una tettoia un po’ più in là sotto la quale piazzare qualche lettino in più, magari una pedana, o un pezzo di spiaggia aggiuntivo per metterci altri ombrelloni o tavolini, e poi, perché no, un recinto in cui ricoverare attrezzature e cose del genere. E così, un pezzetto alla volta, una stagione alla volta, la concessione demaniale deborda, si ingrandisce e taglia un pezzo di spiaggia libera a disposizione di chi non vuole o non può pagarsi il costo di sdraio e ombrellone. La procura della Repubblica di Tempio, guidata dal procuratore Gregorio Capasso, molto attenta alle questioni della tutela ambientale al punto da aver costituito un apposito pool di magistrati, ha deciso di vederci chiaro. Squadre della polizia giudiziaria stanno verificando le concessioni sulle spiagge e il rispetto degli spazi e delle norme.

I primi provvedimenti sono scattati nella spiaggia di Cala Sassari, nel territorio di Golfo Aranci, sui cui litorali le concessioni demaniali abbondano e non sono mancate le contestazioni dei bagnanti. La polizia locale ha apposto i sigilli ad alcune parti di due stabilimenti, il “Fino Beach” e il “Fatti di mare”, ma in quest’ultimo caso è seguito l’immediato dissequestro perché la proprietà aveva già rimosso le parti abusive. I sequestri preventivi chiesti dalla procura e sottoscritti dal gip Marco Contu sono stati eseguiti nei giorni scorsi. A “I Fatti di mare” il provvedimento comprendeva due verande per circa 85 metri quadri, che il titolare, un imprenditore residente a Firenze difeso dall’avvocato Carlo Careddu, ha rimosso autonomamente qualche tempo fa. Pochi giorni dopo, su richiesta del legale e con il parere positivo del pm, il sequestro preventivo è stato revocato. Al Fino Beach, la polizia locale di Golfo Aranci ha messo il nastro bianco e rosso intorno ad alcune dependance del chiosco: un ricovero per materiali, una pedana in legno, un ripostiglio, una recinzione di 30 metri quadri per i cassonetti dei rifiuti, un tappeto di erba sintetica di 50 metri quadri su cui erano posizionate strutture bar, e, infine una struttura in legno “tipo pergola” di 42 metri quadri fronte mare sotto la quale erano posizionati diversi lettini da spiaggia. L’avvocato Marco Petitta, legale della società concessionaria, di cui è titolare un imprenditore milanese, ha presentato richiesta di rimozione dei sigilli per poter procedere alla eliminazione delle strutture abusive. (a.se.)

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