L’opposizione: «La Dolce vita è un fallimento»
Golfo Aranci, polemiche dopo la riapertura della passeggiata-shopping tra i gazebo sul lungomare
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GOLFO ARANCI. Appena il tempo di riaprire i battenti e la passeggiata-shopping sul lungomare di Golfo Aranci alimenta nuove polemiche. I consiglieri comunali d’opposizione del gruppo “Cambia con noi” (Giorgio Muntoni, Michelino Greco, Andrea Viola e Giuly Masala) definiscono un “vero fallimento” il progetto “Dolce vita”: «I gazebo sono costati oltre 700 mila euro di soldi pubblici per la costruzione e dovevano rimanere aperti 8 mesi l’anno. Il tutto con il pagamento a favore del Comune di un canone annuale di 105 mila euro. Negli anni, invece, i chioschi non sono mai stati aperti 8 mesi all’anno e i canoni di affitto non sono mai stati pagati per intero».
Quest’anno, per l’opposizione, la classica goccia che fa traboccare il vaso: «Dopo varie inadempienze mai sanzionate e ulteriori dilazioni, la situazione è diventata più preoccupante sia per l’insolita procedura amministrativa adottata e sia per una scelta politica a danno dei cittadini. Certo l’assessore al Turismo, Luigi Romano, non brilla di lungimiranza e saggezza, quando dice che per l’opposizione non siano importanti i posti di lavoro. Per noi sono importanti i veri posti di lavoro, le vere tutele e soprattutto la gestione oculata dei soldi pubblici. Ma principalmente ci preoccupa la grave disparità di trattamento con il resto delle imprese locali. Infatti, vorremmo capire per quale motivo la beneficiaria di questa gentilezza amministrativa, ossia la cancellazione del canone di 105 mila euro, sia l’unica in paese. Chi non vorrebbe evitare di pagare tasse, imposte e canoni comunali in cambio di pubblicità per il proprio paese? E poco importa che se per ottenere servizi pubblici devi fare una procedura negoziata scegliendo fra 5 preventivi. Dimentica l’assessore che la pubblicità era già prevista gratis nel capitolato di aggiudicazione della gestione dei chioschi. Inoltre, la pubblicità fatta in cambio dei 105 mila euro di locazione è avvenuta prima della delibera di giunta che autorizzava la compensazione, ossia l’8 giugno e per soli 45 giorni. Tra l’altro, in piena emergenza coronavirus». «Insomma – conclude l’opposizione – non possiamo accettare che per continuare a nascondere il fallimento della “Dolcevita si continuino ad utilizzare soldi pubblici. Con i 105 mila euro di soldi di avanzo utilizzati per coprire il debito della società che gestisce i chioschi si potevano aiutare molte imprese di Golfo Aranci e molti cittadini».
Quest’anno, per l’opposizione, la classica goccia che fa traboccare il vaso: «Dopo varie inadempienze mai sanzionate e ulteriori dilazioni, la situazione è diventata più preoccupante sia per l’insolita procedura amministrativa adottata e sia per una scelta politica a danno dei cittadini. Certo l’assessore al Turismo, Luigi Romano, non brilla di lungimiranza e saggezza, quando dice che per l’opposizione non siano importanti i posti di lavoro. Per noi sono importanti i veri posti di lavoro, le vere tutele e soprattutto la gestione oculata dei soldi pubblici. Ma principalmente ci preoccupa la grave disparità di trattamento con il resto delle imprese locali. Infatti, vorremmo capire per quale motivo la beneficiaria di questa gentilezza amministrativa, ossia la cancellazione del canone di 105 mila euro, sia l’unica in paese. Chi non vorrebbe evitare di pagare tasse, imposte e canoni comunali in cambio di pubblicità per il proprio paese? E poco importa che se per ottenere servizi pubblici devi fare una procedura negoziata scegliendo fra 5 preventivi. Dimentica l’assessore che la pubblicità era già prevista gratis nel capitolato di aggiudicazione della gestione dei chioschi. Inoltre, la pubblicità fatta in cambio dei 105 mila euro di locazione è avvenuta prima della delibera di giunta che autorizzava la compensazione, ossia l’8 giugno e per soli 45 giorni. Tra l’altro, in piena emergenza coronavirus». «Insomma – conclude l’opposizione – non possiamo accettare che per continuare a nascondere il fallimento della “Dolcevita si continuino ad utilizzare soldi pubblici. Con i 105 mila euro di soldi di avanzo utilizzati per coprire il debito della società che gestisce i chioschi si potevano aiutare molte imprese di Golfo Aranci e molti cittadini».
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