La frontiera dimenticata solo 6 poliziotti al porto
di Stefania Puorro
Il Siulp denuncia: «Situazione intollerabile, un agente ogni 500mila passeggeri «Non si coprono i turni nelle ore cruciali della giornata. Il ministero intervenga»
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OLBIA. Sei soli uomini all’ufficio di polizia di frontiera del porto. Questo accade all’Isola Bianca «che, oltre a rappresentare uno dei più importanti scali passeggeri del Mediterraneo con tre milioni di presenze ogni anno, è anche un importante porto commerciale con circa sei milioni di tonnellate di merci.» La denuncia arriva dal Siulp provinciale, attraverso il segretario Massimiliano Pala, che sollecita un intervento del ministero dell’Interno per colmare un vuoto di organico non più tollerabile. «Al netto di tutte le considerazioni possibili e immaginabili, il rapporto è di 500mila passeggeri per singolo poliziotto. Tutto ciò è diventato insostenibile e avvilente sia per coloro che quotidianamente con senso del dovere e abnegazione al servizio si alternano nei turni previsti, ma anche per la cittadinanza, i vacanzieri, il territorio».
I numeri. «Per meglio comprendere il fenomeno - spiega Pala -, basti pensare che il porto dell’Isola Bianca registra, in ambito regionale, circa il 60% del traffico totale di passeggeri, seguito da Porto Torres (21%), Golfo Aranci (12%) e Cagliari (6%). I dati, che si riferiscono al 2019, si attestano su 2.994.913 passeggeri, tra arrivi e partenza, per il porto di Olbia, seguito da Porto Torres (1.060.577 passeggeri), Golfo Aranci (616.179) e Cagliari (320.090).
L’organico. Con sole sei unità è impossibile garantire un servizio adeguato e si riescono solo a coprire i turni dalle 7 alle 13 e dalle 13 alle 19. «Questo vuol dire - prosegue il Siulp - che il presidio resta vuoto proprio nei momenti più critici della giornata e cioè quando arrivano e partono le navi. Una situazione deficitaria più volte affrontata e discussa con il direttore della V zona di frontiera di Fiumicino e col dirigente dell’ufficio di polizia di frontiera aeromarittima di Olbia».
Le altre realtà. Questa situazione di grave emergenza legata all’organico fortemente sottodimensionato, «non è paragonabile agli altri porti regionali e ancor meno a quelli nazionali - prosegue Pala -. In questi casi il numero degli uomini a disposizione risponde più fedelmente alle realtà e alle attività svolte negli impianti portuali. L’unica eccezione riguarda lo scalo marittimo di Golfo Aranci. Qui non c’è nessun ufficio di polizia».
Covid. «Durante l’emergenza legata al Covid - precisa il segretario provinciale del Siulp - alla polizia di frontiera del porto hanno operato anche i colleghi dell’aeroporto (sfruttando il periodo di chiusura del Costa Smeralda) per verificare il rispetto dei provvedimenti governativi. Ma ora che la situazione sta tornando alla normalità, l’emergenza organico all’Isola Bianca si sente di nuovo in tutta la sua gravità».
Le richieste. «Siamo consapevoli che tutto il sistema della sicurezza in italia stia attraversando un periodo critico a causa dei tagli indiscriminati - chiude Massimiliano Pala -, ma riteniamo che non si possa aspettare oltre: l’emergenza-organico della polizia di frontiera del porto va risolta nel più breve tempo possibile».
I numeri. «Per meglio comprendere il fenomeno - spiega Pala -, basti pensare che il porto dell’Isola Bianca registra, in ambito regionale, circa il 60% del traffico totale di passeggeri, seguito da Porto Torres (21%), Golfo Aranci (12%) e Cagliari (6%). I dati, che si riferiscono al 2019, si attestano su 2.994.913 passeggeri, tra arrivi e partenza, per il porto di Olbia, seguito da Porto Torres (1.060.577 passeggeri), Golfo Aranci (616.179) e Cagliari (320.090).
L’organico. Con sole sei unità è impossibile garantire un servizio adeguato e si riescono solo a coprire i turni dalle 7 alle 13 e dalle 13 alle 19. «Questo vuol dire - prosegue il Siulp - che il presidio resta vuoto proprio nei momenti più critici della giornata e cioè quando arrivano e partono le navi. Una situazione deficitaria più volte affrontata e discussa con il direttore della V zona di frontiera di Fiumicino e col dirigente dell’ufficio di polizia di frontiera aeromarittima di Olbia».
Le altre realtà. Questa situazione di grave emergenza legata all’organico fortemente sottodimensionato, «non è paragonabile agli altri porti regionali e ancor meno a quelli nazionali - prosegue Pala -. In questi casi il numero degli uomini a disposizione risponde più fedelmente alle realtà e alle attività svolte negli impianti portuali. L’unica eccezione riguarda lo scalo marittimo di Golfo Aranci. Qui non c’è nessun ufficio di polizia».
Covid. «Durante l’emergenza legata al Covid - precisa il segretario provinciale del Siulp - alla polizia di frontiera del porto hanno operato anche i colleghi dell’aeroporto (sfruttando il periodo di chiusura del Costa Smeralda) per verificare il rispetto dei provvedimenti governativi. Ma ora che la situazione sta tornando alla normalità, l’emergenza organico all’Isola Bianca si sente di nuovo in tutta la sua gravità».
Le richieste. «Siamo consapevoli che tutto il sistema della sicurezza in italia stia attraversando un periodo critico a causa dei tagli indiscriminati - chiude Massimiliano Pala -, ma riteniamo che non si possa aspettare oltre: l’emergenza-organico della polizia di frontiera del porto va risolta nel più breve tempo possibile».
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