Pista ciclabile in centro: il no dei commercianti
Il sindaco Nizzi incontra gli esercenti e illustra il progetto: ci saranno più parcheggi nelle strade interne
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OLBIA. La situazione è ancora farraginosa. I cambiamenti annunciati e iniziati non sono stati accolti col sorriso, e nella prospettiva dei commercianti assumono più le sembianze di ostacolo che risorsa. Di contro, il primo cittadino è fiducioso e chiede sostegno. La pista ciclabile nata nella prima parte del corso è destinata a girare attorno a tutto il centro storico e nelle vie centrali. La naturale conseguenza è la riduzione di parcheggi, che troveranno spazio nelle strade limitrofe e con nuove soluzioni. È in sintesi la sostanza dell’incontro pubblico di Settimo Nizzi nello slargo della parte bassa di corso Umberto, ex stazione Arst.
Il sindaco segue la scaletta degli incontri precedenti (piazza Nassirya, la settimana scorsa, e San Pantaleo, due settimane fa): enuncia progetti e lavori iniziati, la viabilità fa da padrona, suggerisce soluzioni pratiche, tratteggia la città del futuro, si dispiace per i duri attacchi social nei suoi confronti. Le fioriere hanno abbandonato la zona bassa del corso e da qualche giorno ci sono le linee che indicano la nuova corsia ciclabile – che per tutta la sua lunghezza sarà a senso unico, non doppio, ha precisato il sindaco: «Per far sì che la gente non si fermi solo nel primo tratto del centro ma viva anche questa zona, da sempre abbandonata – spiega Nizzi –. Non saranno solo disegni su strada ma è l’inizio della riqualificazione generale di questo territorio». Dopo i milioni ricevuti per la costruzione del polo universitario, nei piani dell’amministrazione c’è anche l’acquisizione proprio dell’area ex Arst. La questione delle corsie ciclabili unisce i commercianti di Olbia. Come accaduto in viale Aldo Moro, infatti, anche quelli tra via Mameli, via Roma e inizio corso si sono uniti in un comitato, e si lamentano dei possibili disagi. In particolar modo la perdita di parcheggi.
«Perderemo stalli nelle vie centrali, ma nelle strade interne saranno più del doppio – dice Nizzi –. Per quelli persi in via Mameli, ne sorgeranno di nuovi in via Gallura, via Tavolara, via Acquedotto, a pagamento. E abbiamo ripreso il dialogo con la nuova proprietà per ottenere i parcheggi sotto l’Rsa».
I cittadini rimangono perplessi: qualcuno chiede di aspettare qualche mese e qualcun altro, drastico, lamenta che «Olbia non è ancora una città moderna come la si vuole descrivere». (p.a.)
Il sindaco segue la scaletta degli incontri precedenti (piazza Nassirya, la settimana scorsa, e San Pantaleo, due settimane fa): enuncia progetti e lavori iniziati, la viabilità fa da padrona, suggerisce soluzioni pratiche, tratteggia la città del futuro, si dispiace per i duri attacchi social nei suoi confronti. Le fioriere hanno abbandonato la zona bassa del corso e da qualche giorno ci sono le linee che indicano la nuova corsia ciclabile – che per tutta la sua lunghezza sarà a senso unico, non doppio, ha precisato il sindaco: «Per far sì che la gente non si fermi solo nel primo tratto del centro ma viva anche questa zona, da sempre abbandonata – spiega Nizzi –. Non saranno solo disegni su strada ma è l’inizio della riqualificazione generale di questo territorio». Dopo i milioni ricevuti per la costruzione del polo universitario, nei piani dell’amministrazione c’è anche l’acquisizione proprio dell’area ex Arst. La questione delle corsie ciclabili unisce i commercianti di Olbia. Come accaduto in viale Aldo Moro, infatti, anche quelli tra via Mameli, via Roma e inizio corso si sono uniti in un comitato, e si lamentano dei possibili disagi. In particolar modo la perdita di parcheggi.
«Perderemo stalli nelle vie centrali, ma nelle strade interne saranno più del doppio – dice Nizzi –. Per quelli persi in via Mameli, ne sorgeranno di nuovi in via Gallura, via Tavolara, via Acquedotto, a pagamento. E abbiamo ripreso il dialogo con la nuova proprietà per ottenere i parcheggi sotto l’Rsa».
I cittadini rimangono perplessi: qualcuno chiede di aspettare qualche mese e qualcun altro, drastico, lamenta che «Olbia non è ancora una città moderna come la si vuole descrivere». (p.a.)
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