Ostriche della discordia la coop: «Siamo in regola»
di Marco Bittau
Il progettista: «La verità è che l’allevamento disturba l’ampliamento del porto» Domani sit-in in spiaggia ai Baracconi, testimonial Lina Wertmüller e Gigi Datome
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GOLFO ARANCI. Si allarga il fronte del no all’allevamento di ostriche davanti alla spiaggia di Baracconi. In vista del sit in di protesta in programma domani mattina in spiaggia, contro l’impianto scende in campo anche Lina Wertmuller, la grande regista premiata lo scorso anno con l’Oscar alla carriera, innamorata della Sardegna che ha scoperto alla fine degli anni Cinquanta in barca. «È giusto proteggere e tenere preservato un gioiello della natura come la costa di Golfo Aranci – dice –. Sarebbe un vero peccato rovinarla con un allevamento di mitili. La Sardegna va preservata. E come ero d’accordo quando fu istituita la riserva di Cala Luna, a me carissima per averci girato “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, oggi dico che anche io, come mia figlia Maria e mio genero Alessandro, siamo a favore della petizione on line per riuscire a preservare il più possibile questo paradiso».
Testimonial della protesta anti ostriche anche il campione di basket Gigi Datome, che a Golfo Aranci è di casa: «La spiaggia di Baracconi andrebbe rivalutata, invece così si rischia di rovinare l’ecosistema di un paese che vive del suo mare e del suo ambiente. Sono questioni delicate che vanno affrontate con attenzione e lungimiranza, calcolando tutte le conseguenze che potrebbero verificarsi».
Al momento gli unici a difendere l’allevamento sono i titolari, la società cooperativa olbiese Fdm che già si occupa della commercializzazione di prodotti ittici. Il progettista Paolo Calaresu, ex assessore comunale olbiese, ripete che tutte le autorizzazioni sono state ottenute regolarmente dalla Regione già da un anno e che il progetto è ben avviato. «Per la prossima estate – dice Calaresu – potrebbe essere avviata la produzione con dieci o dodici addetti. Abbiamo già superato un primo ricorso al Tar, che ci ha dato ragione su tutta la linea. Ora andremo al Consiglio di Stato». «La verità – dice ancora il progettista – è che a Golfo Aranci contro questo impianto si sta montando una campagna nascondendo il vero motivo d’opposizione, cioè il progetto d’ampliamento del porto. Quello sì, sarebbe un progetto impattante con banchine per maxi yacht e un molo esterno per l’ormeggio delle navi da crociera. Noi, invece, abbiamo persino ridotto la concessione a mare che inizialmente era di 15 ettari e che poi è diventata di soli 5 per non interferire con la prateria di posidonia. A suo tempo, anni fa, l’imprenditore si era pure rivolto al Comune di Golfo Aranci per discutere il progetto, ma gli amministratori di allora non vollero neppure sentirne parlare. Da allora più niente e la Fdm ha seguito la sua strada».
«A proposito della petizione on line e della manifestazione in programma domani in spiaggia – conclude Paolo Calaresu – vorrei sapere perché per l’impianto di itticoltura presente a poca distanza nessuno a Golfo Aranci ha mai detto niente. Eppure quello produce scarti che si depositano nel fondale. Proprio quegli scarti che ostriche e mitili invece depurerebbero».
Infine, l’affondo sulla spiaggia di Baracconi: «Il Comune tanto la difende e tanto la vuole valorizzare che non l’ha neppure inserita nel Pul, il piano di utilizzo dei litorali. Come dire, è la spiaggia cenerentola di Golfo Aranci, dimenticata da tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Testimonial della protesta anti ostriche anche il campione di basket Gigi Datome, che a Golfo Aranci è di casa: «La spiaggia di Baracconi andrebbe rivalutata, invece così si rischia di rovinare l’ecosistema di un paese che vive del suo mare e del suo ambiente. Sono questioni delicate che vanno affrontate con attenzione e lungimiranza, calcolando tutte le conseguenze che potrebbero verificarsi».
Al momento gli unici a difendere l’allevamento sono i titolari, la società cooperativa olbiese Fdm che già si occupa della commercializzazione di prodotti ittici. Il progettista Paolo Calaresu, ex assessore comunale olbiese, ripete che tutte le autorizzazioni sono state ottenute regolarmente dalla Regione già da un anno e che il progetto è ben avviato. «Per la prossima estate – dice Calaresu – potrebbe essere avviata la produzione con dieci o dodici addetti. Abbiamo già superato un primo ricorso al Tar, che ci ha dato ragione su tutta la linea. Ora andremo al Consiglio di Stato». «La verità – dice ancora il progettista – è che a Golfo Aranci contro questo impianto si sta montando una campagna nascondendo il vero motivo d’opposizione, cioè il progetto d’ampliamento del porto. Quello sì, sarebbe un progetto impattante con banchine per maxi yacht e un molo esterno per l’ormeggio delle navi da crociera. Noi, invece, abbiamo persino ridotto la concessione a mare che inizialmente era di 15 ettari e che poi è diventata di soli 5 per non interferire con la prateria di posidonia. A suo tempo, anni fa, l’imprenditore si era pure rivolto al Comune di Golfo Aranci per discutere il progetto, ma gli amministratori di allora non vollero neppure sentirne parlare. Da allora più niente e la Fdm ha seguito la sua strada».
«A proposito della petizione on line e della manifestazione in programma domani in spiaggia – conclude Paolo Calaresu – vorrei sapere perché per l’impianto di itticoltura presente a poca distanza nessuno a Golfo Aranci ha mai detto niente. Eppure quello produce scarti che si depositano nel fondale. Proprio quegli scarti che ostriche e mitili invece depurerebbero».
Infine, l’affondo sulla spiaggia di Baracconi: «Il Comune tanto la difende e tanto la vuole valorizzare che non l’ha neppure inserita nel Pul, il piano di utilizzo dei litorali. Come dire, è la spiaggia cenerentola di Golfo Aranci, dimenticata da tutti».
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