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Olbia, al parco i bagni sono chiusi: bimbi costretti a urinare nei cespugli

Olbia, al parco i bagni sono chiusi: bimbi costretti a urinare nei cespugli

Lettera-sfogo di una mamma: "Si parla di progetti avveniristici come il tunnel sotto il mare e poi non si garantisce un servizio di civiltà minimo come un bagno pubblico"

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OLBIA. Costretta a fare la pipì tra i cespugli perché i servizi igienici del parco Fausto Noce sono sigillati da oltre un anno. Tutto tristemente vero. È accaduto a una bambina di sette anni. A raccontarlo in una lettera-sfogo la mamma. La piccola frequenta una scuola estiva e tra le attività per far divertire i piccoli in sicurezza c’è la visita allo spazio verde urbano, piccolo grande orgoglio olbiese.

“L’altro giorno c’è stato un piccolo inconveniente – scrive la mamma -: mentre era al Parco la bambina si è bagnata mentre faceva la pipì. La sera stessa le ho chiesto come fosse successo e ho scoperto che i bambini che hanno necessità sono mandati dietro ai cespugli, neanche fossimo in aperta campagna. I servizi igienici del Parco Fausto Noce, che pure esistono e sono segnalati nei cartelli di orientamento all’ingresso, sono chiusi a chiave da tempo pare per motivi di sicurezza. Ho controllato di persona, non c’è neanche un avviso che spieghi il perché e per quanto tempo”.

In effetti è proprio così. I servizi sono chiusi per ragioni di sicurezza e motivi igienico-sanitarie. Lo ha stabilito il sindaco, Settimo Nizzi, nel 2019 dopo che all’interno dei bagni erano state trovate delle siringhe. Dal momento che era impossibile garantire la sicurezza e le condizioni sanitarie minime, era stata disposta la chiusura. Che doveva essere a tempo in attesa di trovare una soluzione. Che però non è mai arrivata.

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“Riepilogando – prosegue lo sfogo della mamma - i nostri figli, vincendo il loro innato senso del pudore (e per fortuna che ce l’hanno), si acquattano dietro un cespuglio, magari sotto lo sguardo furtivo di qualche pedofilo e utilizzano il parco come una latrina all’aperto. A parte l’imbarazzo dei bambini (la volta successiva mia figlia ha “trattenuto” perché non voleva ripetere l’esperienza), ma io chiedo, dal punto di vista igienico tutto normale, tutto bene? Sindaco, assessori, Asl, non hanno nulla da dire? Tutto questo succede in un parco che, si badi bene, è interdetto ai cani, perché sporcherebbero. E se questa è la modalità usata dai bambini, immagino possa esserlo anche per qualsiasi adulto che ha la stessa necessità e non ha modo di raggiungere un bar (i cui servizi igienici sono principalmente diretti agli avventori e non possono e non devono sostituire un servizio pubblico che non c’è). E non voglio neanche immaginare il disagio per i concittadini con disabilità. Umiliante, è l’unico aggettivo che mi viene in mente”.

Il problema in questo anno è stato sollevato più volte dagli habituè dell’area verde, runner, ragazzini che al parco vanno a giocare, anziani spesso costretti ad andare nei bar di fronte. “Questa nostra città, definita in maniera roboante e fantasiosa la porta della Costa Smeralda, città proiettata verso il futuro, città europea, città turistica, città per la quale gli amministratori annunciano in continuazione progetti di riqualificazione urbana e le piste ciclabili sono presentate come “una scommessa di civiltà” – conclude la mamma - ebbene a Olbia non si riesce a garantire un servizio minimo come i bagni pubblici in un parco urbano, come succede in qualsiasi città civilizzata del mondo. E poi parliamo di progetti avveniristici tipo il tunnel sotto il mare. Ma fatemi il piacere”. (Serena Lullia)

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