La Maddalena, stregato da Cala Coticcio se ne prende cura gratis
Gianpiero Carcangiu è il volontario che ogni giorno pulisce dai rifiuti la spiaggia: «Mi fa male vederla sporca e maltrattata. Le istituzioni non fanno abbastanza»
LA MADDALENA. Ha adottato Cala Coticcio stregato dalla sua bellezza. E negli anni ne è diventato sentinella e guardiano. 12 mesi all’anno. Per amore, solo per amore. Gianpiero Carcangiu, 54 anni, è un sottufficiale della Marina. Da sei anni si prende cura di quel paradiso che la natura ha ritagliato tra le scogliere a nord est di Caprera.
Un’adozione che è diventata anche social. Le cronache quotidiane dalle due spiaggette d’argento hanno acceso i riflettori su quanto sia giornalmente maltrattata la perla di Caprera. Carcangiu, originario di Bonorva ma maddalenino da venti anni, ogni giorno va a Cala Coticcio. Per raggiungerla percorre un sentiero impervio di 1 chilometro e 700 metri. «Quando lavoro vado prima del tramonto – racconta –. Preferisco il mattino presto, così quando le persone percorrono il sentiero e arrivano in spiaggia la trovano pulita. Non sono un fanatico. Amo Cala Coticcio e mi fa male al cuore vederla sporca e maltrattata. Semplicemente cerco di dare il mio contributo per mantenerla bella».
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In verità Carcangiu fa molto di più. Si sostituisce, gratuitamente, agli enti che dovrebbero garantire pulizia e cura delle spiagge. In attesa che le istituzioni finiscano di rimbalzarsi le responsabilità, lui ogni giorno raccoglie i rifiuti. E non solo. «Quando vedo i turisti che portano via la sabbia spiego loro che non possono farlo – aggiunge –, stessa cosa quando raccolgono conchiglie. Alcuni chiedono scusa e si giustificano dicendo di non sapere che è vietato. In effetti non c’è un solo cartello che spieghi che siamo in zona a tutela integrale e che è vietata l’asportazione di qualsiasi materiale dalla spiaggia e dal mare. Altri invece sono dei veri cafoni e rispondono con maleducazione e arroganza chiedendomi che titolo io abbia per dirgli cosa possono o non possono fare».
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L’estate 2020 passerà alla storia per le presenze record nelle due spiaggette. Ma anche per la cafonaggine. Carcangiu ne può fornire un dettagliato campionario. «Dai turisti arrivati in gommone fino alla battigia alle signore che abbandonano gli assorbenti, ai ragazzi che usano i ginepri per ancorare le tende. Tutto ciò non deve succedere. È vero che l’arcipelago ha tante spiagge ma ce ne sono alcune che vanno monitorate più di altre. Chiunque vada al Louvre vuole vedere la Gioconda. Non per questo gli altri quadri esposti sono meno belli. Ma la Gioconda è l’opera più desiderata e anche la più protetta. Così anche alla Maddalena. Non sono contro i turisti. Sono per un turismo educato e rispettoso del territorio. Anche se a stagione finita il Parco ha attivato le visite con guide per i non residenti. Ma non basta. Tra l’altro, sebbene l’ente abbia detto che i residenti possono scendere senza guide, ci sono forze dell’ordine che mi dicono che non sono autorizzato». (se.lu)
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