Il Piano Mancini in consiglio regionale
di Serena Lullia
Entro dieci giorni sarà discussa la mozione delle opposizioni: «Il parere negativo dello Svi affosserebbe il progetto»
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OLBIA. Le opposizioni regionali vanno in soccorso del Piano Mancini atterrato a una manciata di metri dal traguardo. Con una mozione firmata da 22 consiglieri, in cima i galluresi Giuseppe Meloni del Pd e Roberto Li Gioi del M5s, il progetto anti-alluvione verrà discusso entro 10 giorni in consiglio regionale. A far scattare l’allarme rosso la pre-bocciatura del Servizio valutazioni impatti ambientali. Il settore dell’assessorato regionale all’Ambiente elenca una decina di motivi tecnici in base ai quali il piano Mancini non otterrà la valutazione di impatto ambientale. Tra queste mancanza di autorizzazioni per il trasporto in cava di terra e roccia, modalità di smaltimento degli scavi, gestione di sedimenti, impatto acustico. Se lo Svi avesse dato il via libera, il passo successivo sarebbe stata la gara d’appalto. Se il preavviso di diniego dovesse invece diventare definitivo, il piano di messa in sicurezza della città tanto osteggiato in questi anni, dal sindaco Settimo Nizzi in testa, verrebbe seppellito.
Soldi addio. A preoccupare in particolar modo i consiglieri regionali firmatari della mozione c’è la perdita dei fondi: 83 milioni di euro statali più 68 milioni regionali. A oggi sono già stati spesi oltre 2 milioni di euro per progettazione, rilievi e indagini sulle aree oggetto dell’intervento. Con la mozione viene chiesto al governatore Christian Solinas, anche nella sua veste di commissario di governo per il dissesto idrogeologico, «di impegnarsi per evitare che Olbia perda i soldi statali con cui il piano Mancini è stato finanziato».
Il ruolo della giunta. L’ufficio del Commissario di governo dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici ha inviato le controdeduzioni alle motivazioni dello Svi. Nei prossimi giorni il settore Valutazioni presenterà il suo parere finale alla giunta Solinas che con delibera stabilirà se il Piano Mancini potrà passare alla fase dell’appalto o se dovrà essere rottamato.
Le controdeduzioni. La relazione smantella una per una le motivazioni dello Svi. Per quanto riguarda le autorizzazioni delle cave a ricevere roccia e terra prodotti dagli scavi per le vasche di laminazione, due hanno già il via libera. Per le altre è stato un altro assessorato regionale, quello all’Industria, a sostenere che non servano ulteriori permessi. Per le terre che provengono dagli escavi dei fiumi lo Svi chiede lo smaltimento in discarica. L’ufficio del Piani ritiene che non sia necessario e sottolinea che si tratta di un appunto mai emerso nelle precedenti riunioni.
Gli scenari. «La bocciatura del progetto Mancini – si legge nella mozione regionale – significherebbe il fallimento dell’unica soluzione di mitigazione realmente fattibile e immediatamente attivabile attraverso un progetto cantierabile».
Soldi addio. A preoccupare in particolar modo i consiglieri regionali firmatari della mozione c’è la perdita dei fondi: 83 milioni di euro statali più 68 milioni regionali. A oggi sono già stati spesi oltre 2 milioni di euro per progettazione, rilievi e indagini sulle aree oggetto dell’intervento. Con la mozione viene chiesto al governatore Christian Solinas, anche nella sua veste di commissario di governo per il dissesto idrogeologico, «di impegnarsi per evitare che Olbia perda i soldi statali con cui il piano Mancini è stato finanziato».
Il ruolo della giunta. L’ufficio del Commissario di governo dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici ha inviato le controdeduzioni alle motivazioni dello Svi. Nei prossimi giorni il settore Valutazioni presenterà il suo parere finale alla giunta Solinas che con delibera stabilirà se il Piano Mancini potrà passare alla fase dell’appalto o se dovrà essere rottamato.
Le controdeduzioni. La relazione smantella una per una le motivazioni dello Svi. Per quanto riguarda le autorizzazioni delle cave a ricevere roccia e terra prodotti dagli scavi per le vasche di laminazione, due hanno già il via libera. Per le altre è stato un altro assessorato regionale, quello all’Industria, a sostenere che non servano ulteriori permessi. Per le terre che provengono dagli escavi dei fiumi lo Svi chiede lo smaltimento in discarica. L’ufficio del Piani ritiene che non sia necessario e sottolinea che si tratta di un appunto mai emerso nelle precedenti riunioni.
Gli scenari. «La bocciatura del progetto Mancini – si legge nella mozione regionale – significherebbe il fallimento dell’unica soluzione di mitigazione realmente fattibile e immediatamente attivabile attraverso un progetto cantierabile».
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