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Olbia

M5s: «Sì al Mancini, la priorità è la sicurezza»

M5s: «Sì al Mancini, la priorità è la sicurezza»

Il deputato Marino interviene sul preavviso di diniego al progetto: «Basta affidarsi alla fortuna»

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OLBIA. Le controdeduzioni dell’ufficio del Commissario di governo sul Piano Mancini sono sul tavolo del Servizio valutazioni impatti ambientali. Spetta adesso allo Svi decidere se confermare la bocciatura del piano anti-alluvione o presentare alla giunta, chiamata poi a deliberare, un parere positivo agli interventi di messa in sicurezza. Dopo la mozione delle opposizioni – primi firmatari Giuseppe Meloni del Pd e Roberto Li Gioi del M5s – che obbliga alla convocazione del consiglio regionale entro dieci giorni, arriva il pressing del deputato pentastellato Nardo Marino. «Il principale obiettivo del M5s è spendere i 125 milioni di euro che il Governo, tramite il ministero dell’Ambiente, ha destinato alla messa in sicurezza della città di Olbia – si legge in una nota –. Il fine della nostra battaglia è far partire al più presto i lavori, iniziando da quelle opere immediatamente cantierabili, scongiurando così la perdita dei finanziamenti. Con questo primo passo fondamentale quelle risorse verrebbero definitivamente vincolate alla città».

Marino, che condivide il pensiero con il consigliere regionale Li Gioi e il consigliere comunale Roberto Ferinaio aggiunge. «Siamo alle porte dell’ennesimo inverno che gli olbiesi si preparano a trascorrere scrutando il cielo e pregando che la città non venga investita da eventi alluvionali, come quelli che si sono verificati negli ultimi giorni a Palermo, Cagliari, Roma e in Corsica – sottolinea –. Eventi dalla portata catastrofica eccezionale, che hanno sfiorato la nostra città. Il pericolo alluvioni è costante e non dobbiamo dimenticarlo, per questo la nostra battaglia in consiglio regionale non cesserà fino a quando non vedremo la prima ruspa in azione. Dobbiamo augurarci tutti che i lavori di messa in sicurezza comincino con urgenza».

Il primo step, come indicato nella mozione regionale che ha ottenuto 22 firme, è far partire il lotto zero. «Si parta con la demolizione di tutte quelle opere che ancora oggi ostacolano il deflusso dell’acqua creando dei pericolosi tappi. Le motivazioni addotte dagli uffici regionali nel preavviso di diniego al Piano Mancini sono del tutto pretestuose. È inoltre fondamentale immettere liquidità nel mercato edilizio gallurese per dare respiro all’economia da un lato, e dall’altro per eliminare il blocco delle costruzioni derivante dal fatto che oltre il 70%dei terreni ricade in zona HI4, di massimo rischio idraulico». (se.lu.)

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