SERVONO IDEE PER RILANCIARE QUELLA PIAZZA
Da anni il centro storico di Olbia vive (subisce, sarebbe meglio dire) una involuzione sul fronte dell’ordine pubblico. Ai margini del luccicante corso Umberto e di piazza Regina Margherita, salotti...
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Da anni il centro storico di Olbia vive (subisce, sarebbe meglio dire) una involuzione sul fronte dell’ordine pubblico. Ai margini del luccicante corso Umberto e di piazza Regina Margherita, salotti ben curati e vigilati, si distende una inquietante terra di nessuno fatta di spazi semi abbandonate, viuzze buie, piccoli traffici e centrali dello spaccio di stupefacenti. Un dato è davanti agli occhi di tutti: la cronaca quotidiana registra quasi ogni giorno episodi di violenza o vandalismo, furti e danneggiamenti. Soprattutto, registra giornalmente la protesta esasperata delle tante famiglie che vivono nel quartiere e delle attività commerciali che ci lavorano. Per gli uni e per gli altri la risposta istituzionale è più controlli, ma anche più idee sulle cose da fare. Sì, perché il problema del degrado di piazza Mercato e dintorni ha certamente un respiro ben più ampio di un’operazione di polizia. Si parte dal senso di una piazza sbagliata, buia e desolata, e si arriva al nulla di interessante che succede lì. Proprio così, in piazza Mercato non si fa niente di buono che possa richiamare l’attenzione e l’interesse delle persone, residenti o turisti. Insomma, non c’è nessun motivo per andare lì, se non la temeraria ricerca del brivido. Tutto questo per dire che una piazza è tale se la gente lì si ritrova e non perché così è scritto e deciso nelle carte di un progetto. Per far ritrovare la gente però bisogna creare le occasioni e le opportunità, non lasciare il deserto o il degrado. Su questo dovrebbe riflettere l’amministrazione locale se davvero è interessata a riqualificare un’area che sta lentamente sfuggendo di mano. Insomma, servono idee e progetti coraggiosi prima ancora delle operazioni di polizia e carabinieri. Poiché non è mai troppo tardi, potrebbe anche essere la grande sfida dell’amministrazione comunale che verrà dopo le elezioni dell’anno venturo. (m.b.)
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