Traffico di droga in città il processo si fa a Tempio

La maxi inchiesta della Dda con 15 persone in carcere dallo scorso febbraio A Bancali anche i due fratelli Salerno e il campione di motocross Lorenzo Pes

OLBIA. È iniziato a Cagliari ma sarà subito trasferito a Tempio il processo per un vasto traffico di droga tra la Sardegna, la Campania e la Calabria, sgominato dai carabinieri di Olbia lo scorso febbraio con una maxi operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. In carcere erano finite (e lì si trovano ancora) 15 persone, tra cui diversi olbiesi, assistiti dagli avvocati Giampaolo Murrighile, Mario Perticarà, Domenico Putzolu, Gianluca Aste e Michele Ponsano. Ieri in udienza gli avvocati difensori hanno eccepito l’incompetenza territoriale del tribunale di Cagliari e il processo riprenderà il 21 ottobre a Tempio.

Dal momento dell’arresto, a febbraio, tutti e 15 gli imputati sono rimasti nelle loro celle a Bancali e gli avvocati si preparano ora a chiedere nuovamente la scarcerazione. In particolare, sono in carcere i fratelli olbiesi Francesco e Antonio Salerno, ritenuti i capi dell’organizzazione. Lo scorso maggio il tribunale del Riesame aveva rigettato la richiesta di revoca della detenzione in carcere per i due fratelli, per Massimiliano Piras e per Fabio Azara. In carcere a Bancali anche l’olbiese Lorenzo Pes, campione di motocross, commerciante di moto e titolare di un’ avviata officina meccanica in città. Assistito dall’avvocato Giampaolo Murrighile, si era difeso a spada tratta nell’interrogatorio di garanzia sostenendo sua totale estraneità all’inchiesta e di non conoscere neppure le persone coinvolte. Anche per lui il tribunale del riesame aveva rigettato l’istanza di scarcerazione. Per tutti gli imputati olbiesi i difensori hanno presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del giudice del riesame. Si attende ancora la decisione della Corte. Insieme ai Salerno, Piras, Azara e Pes, erano stati arrestati Salvatore Carta, Fortunato Davoli, Pietro Marras, tutti di Olbia, Francesco Carta, di Sorgono, Fabio Casula, di Monti, Rosario Polverino, di Napoli, Salvatore Cuomo, residente a Pozzomaggiore, Gennaro D’Alessandro, residente a Sassari, Salvatore D’Auria, di Napoli e Vincenzo Andreacchio, di Chiaravalle centrale.

L’ordinanza di custodia cautelare per i 15 finiti in carcere era scattata ai primi di febbraio. Indagando sulla rapina a un pensionato di Padru che portò all’arresto del desulese Salvatore Carta, i carabinieri scoprirono un intreccio di attività illecite, alleanze e collaborazioni con organizzazioni criminali della penisola e tanta droga. Si stima che l’organizzazione riuscisse costantemente a smerciarne nella provincia di Sassari, cinque chili al mese di cocaina. (m.b.)

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