In centro ci sono più piste che biciclette
di Marco Bittau
Allarme sicurezza in via Roma e in via Mameli, il Comune intanto “congela” quella prevista in viale Aldo Moro e dintorni
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OLBIA. L’aspettativa di vita di un ciclista che si avventura in centro, nelle piste ciclabili tra via Roma e via Mameli, è ridotta ai minimi termini. Giusto il tempo di essere arrotato da un’auto che invade la corsia riservata alle due ruote. Pur facendo i debiti scongiuri, l’incidente può accadere da un momento all’altro e per averne conferma basta osservare il traffico stando comodamente seduti a un tavolino del bar Bua, in via Roma. Il risultato è sorprendente, ma neanche tanto: in 30 minuti passano diretti a “Sa rughe” appena due ciclisti e un centinaio di auto che invadono sistematicamente la corsia preferenziale, grande come una carreggiata benché a senso unico di marcia. Vietato distrarsi o può succedere di tutto.
Partendo da questa condizione di pericolo evidente (ma anche dalla soppressione dei parcheggi nelle strade, altrettanto evidente) il problema delle piste ciclabili nel centro di Olbia ritorna d’attualità. Martedì è in programma una serrata di protesta promossa dai commercianti di via Mameli, mentre già fiocca la carta bollata con il mandato agli avvocati (uno di questi è lo studio legale Uggias) per i primi ricorsi contro le delibere e ordinanze del Comune.
Gli atti amministrativi di riferimento sono due delibere della giunta con oggetto la “Realizzazione di percorsi ciclabili finalizzati all’alleggerimento del traffico veicolare nella fase 2 dell’emergenza Covid”. La prima è del 18 giugno scorso e riguarda l’approvazione del maxi piano delle piste ciclabili; la seconda è dell’11 agosto e riguarda una revisione dello stesso piano. In pratica, viste le poche biciclette in giro e considerate le ragioni di sicurezza, il Comune ha deciso realisticamente di procedere per fasi («in modo che la popolazione si possa abituare gradualmente alla presenza dei ciclisti») realizzando subito il circuito ciclabile nel centro e congelando invece quello in viale Aldo Moro. Né del primo né del secondo c’è traccia nel Piano urbano della mobilità realizzato dal Comune di Olbia nel 2014, l’unico strumento di pianificazione della materia a disposizione degli amministratori. Anche lì sono previste le piste ciclabili, ma in periferia o verso il mare. Quel piano è stato evidentemente archiviato insieme alla giunta Giovannelli che l’aveva partorito.
Dunque per ora è stato realizzato il “circuito” a senso unico di marcia che parte da via Roma (dal bar Bua sino all’incrocio con via Regina Elena), prosegue in via Torino, quindi in via Mameli e si conclude nel corso Umberto all’incrocio con via Giacomo Pala. Sfugge il senso dell’operazione, ma è chiara la visione politica del sindaco Settimo Nizzi: liberare progressivamente il centro dalle auto sostituendole con mezzi di trasporto alternativi. Questione di scelte, ma la strada però è lunga. Troppo poche le bici in uso in città e di questi interventi così severi nella viabilità oggi si può solo apprezzare l’aspetto educativo. Per i benefici reali si vedrà.
Intanto è certo che si interviene su alcune delle vie più trafficate di Olbia, a cominciare da via Mameli, dove sono presenti molti negozi e una scuola (l’istituto Panedda). Nelle ore di punta la strada è una bolgia di auto e bus e c’è persino un passaggio a livello per i treni. Presto, con la riapertura delle scuole, per la città in bicicletta sarà un test decisivo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Partendo da questa condizione di pericolo evidente (ma anche dalla soppressione dei parcheggi nelle strade, altrettanto evidente) il problema delle piste ciclabili nel centro di Olbia ritorna d’attualità. Martedì è in programma una serrata di protesta promossa dai commercianti di via Mameli, mentre già fiocca la carta bollata con il mandato agli avvocati (uno di questi è lo studio legale Uggias) per i primi ricorsi contro le delibere e ordinanze del Comune.
Gli atti amministrativi di riferimento sono due delibere della giunta con oggetto la “Realizzazione di percorsi ciclabili finalizzati all’alleggerimento del traffico veicolare nella fase 2 dell’emergenza Covid”. La prima è del 18 giugno scorso e riguarda l’approvazione del maxi piano delle piste ciclabili; la seconda è dell’11 agosto e riguarda una revisione dello stesso piano. In pratica, viste le poche biciclette in giro e considerate le ragioni di sicurezza, il Comune ha deciso realisticamente di procedere per fasi («in modo che la popolazione si possa abituare gradualmente alla presenza dei ciclisti») realizzando subito il circuito ciclabile nel centro e congelando invece quello in viale Aldo Moro. Né del primo né del secondo c’è traccia nel Piano urbano della mobilità realizzato dal Comune di Olbia nel 2014, l’unico strumento di pianificazione della materia a disposizione degli amministratori. Anche lì sono previste le piste ciclabili, ma in periferia o verso il mare. Quel piano è stato evidentemente archiviato insieme alla giunta Giovannelli che l’aveva partorito.
Dunque per ora è stato realizzato il “circuito” a senso unico di marcia che parte da via Roma (dal bar Bua sino all’incrocio con via Regina Elena), prosegue in via Torino, quindi in via Mameli e si conclude nel corso Umberto all’incrocio con via Giacomo Pala. Sfugge il senso dell’operazione, ma è chiara la visione politica del sindaco Settimo Nizzi: liberare progressivamente il centro dalle auto sostituendole con mezzi di trasporto alternativi. Questione di scelte, ma la strada però è lunga. Troppo poche le bici in uso in città e di questi interventi così severi nella viabilità oggi si può solo apprezzare l’aspetto educativo. Per i benefici reali si vedrà.
Intanto è certo che si interviene su alcune delle vie più trafficate di Olbia, a cominciare da via Mameli, dove sono presenti molti negozi e una scuola (l’istituto Panedda). Nelle ore di punta la strada è una bolgia di auto e bus e c’è persino un passaggio a livello per i treni. Presto, con la riapertura delle scuole, per la città in bicicletta sarà un test decisivo.
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