Giardiniere folgorato, 2 indagati
Incidente sul lavoro nella villa dei Donà dalle Rose a Porto Rotondo, la Procura nominerà un perito
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PORTO ROTONDO. Adesso è ufficiale: ci sono due indagati per la morte del giardiniere Flavio Pellegrino, olbiese 61enne, folgorato mentre svolgeva lavori di manutenzione nella villa del conte Luigi Donà dalle Rose, a Porto Rotondo, il 31 agosto scorso. Si tratta di Pierluigi Pisu, 45enne originario di Oristano ma residente ad Arzachena, titolare dell’impresa “Il pollice verde” che svolgeva i lavori nella villa, e di Leonardo Donà dalle Rose, titolare dell’abitazione e figlio del conte Luigi che di Porto Rotondo è stato il fondatore. Nei confronti di entrambi la Procura di Tempio procede per omicidio colposo.
Il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Luciano Tarditi, ha presentato al giudice la richiesta di procedere con incidente probatorio all’effettuazione di una perizia tecnica sul luogo della tragedia. La famiglia del giardiniere morto folgorato (moglie e due figli), assistita dall’avvocato Antonello Desini, a sua volta nominerà un consulente di parte che affiancherà il perito della Procura durante l’incidente probatorio.
Secondo l’informativa dei carabinieri della stazione di Porto Rotondo, intervenuti sul luogo della tragedia, a carico di Pisu e Donà dalle Rose “emergerebbero elementi di responsabilità per quanto riguarda l’incidente avvenuto all’interno di un vano in muratura, pertinenza della villa, dove si trovano un quadro tecnico e due autoclavi per pompare acqua alla rete idrica del giardino e della piscina». Sempre secondo il rapporto dei carabinieri di Porto Rotondo, «nel vano giaceva il corpo di Flavio Pellegrino, che, chiamato da Pierluigi Pisu per svolgere alcuni lavori di giadinaggio e manutenzione del verde nella villa, era stato colpito da una scarica elettrica mentre evidentemente si stava occupando dell’attivazione dell’autoclave».
Da qui la decisione del sostituto procuratore Luciano Tarditi di procedere con una perizia tecnica affidata a un ingegnere elettronico per stabilire le cause della scarica elettrica che ha folgorato l’operaio. Oggetto della perizia tecnica sono sostanzialmente le apparecchiature che si trovano all’interno del vano in muratura, cioè tubi metallici, cavi elettrici, elettrovalvole, morori dell’autoclave. Soprattutto è da esaminare l’impianto salvavita collegato ai cavi elettrici, che evidentemente non ha funzionato vista la scarica elettrica che ha fulminato il povero giardiniere. Tutto il vano di servizio con gli apparecchi e impianti contenuti all’interno si trovano sotto sequestro da parte della procura di Tempio sin dal giorno dell’incidente. All’indagine della Procura di Tempio hanno collaborato, oltre i carabinieri di Porto Rotondo e di Olbia, anche gli ispettori dello Spresal, il servizio di prevenzione della Assl che si occupa degli incidenti sul lavoro.
Tutta da chiarire anche la posizione lavorativa di Flavio Pellegrino all’interno dell’impresa “Il pollice verde” di Arzachena. Il giardiniere e sarebbe stato chiamato in servizio dal titolare Pierluigi Pisu per l’intervento di manutenzione nella villa di porto Rotondo, ma di un regolare contratto di lavoro non ci sarebbe traccia. Si tratta di una ulteriore complicazione della vicenda su cui stanno lavorando gli investigatori e la stessa Procura di Tempio.(m.b.)
Il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Luciano Tarditi, ha presentato al giudice la richiesta di procedere con incidente probatorio all’effettuazione di una perizia tecnica sul luogo della tragedia. La famiglia del giardiniere morto folgorato (moglie e due figli), assistita dall’avvocato Antonello Desini, a sua volta nominerà un consulente di parte che affiancherà il perito della Procura durante l’incidente probatorio.
Secondo l’informativa dei carabinieri della stazione di Porto Rotondo, intervenuti sul luogo della tragedia, a carico di Pisu e Donà dalle Rose “emergerebbero elementi di responsabilità per quanto riguarda l’incidente avvenuto all’interno di un vano in muratura, pertinenza della villa, dove si trovano un quadro tecnico e due autoclavi per pompare acqua alla rete idrica del giardino e della piscina». Sempre secondo il rapporto dei carabinieri di Porto Rotondo, «nel vano giaceva il corpo di Flavio Pellegrino, che, chiamato da Pierluigi Pisu per svolgere alcuni lavori di giadinaggio e manutenzione del verde nella villa, era stato colpito da una scarica elettrica mentre evidentemente si stava occupando dell’attivazione dell’autoclave».
Da qui la decisione del sostituto procuratore Luciano Tarditi di procedere con una perizia tecnica affidata a un ingegnere elettronico per stabilire le cause della scarica elettrica che ha folgorato l’operaio. Oggetto della perizia tecnica sono sostanzialmente le apparecchiature che si trovano all’interno del vano in muratura, cioè tubi metallici, cavi elettrici, elettrovalvole, morori dell’autoclave. Soprattutto è da esaminare l’impianto salvavita collegato ai cavi elettrici, che evidentemente non ha funzionato vista la scarica elettrica che ha fulminato il povero giardiniere. Tutto il vano di servizio con gli apparecchi e impianti contenuti all’interno si trovano sotto sequestro da parte della procura di Tempio sin dal giorno dell’incidente. All’indagine della Procura di Tempio hanno collaborato, oltre i carabinieri di Porto Rotondo e di Olbia, anche gli ispettori dello Spresal, il servizio di prevenzione della Assl che si occupa degli incidenti sul lavoro.
Tutta da chiarire anche la posizione lavorativa di Flavio Pellegrino all’interno dell’impresa “Il pollice verde” di Arzachena. Il giardiniere e sarebbe stato chiamato in servizio dal titolare Pierluigi Pisu per l’intervento di manutenzione nella villa di porto Rotondo, ma di un regolare contratto di lavoro non ci sarebbe traccia. Si tratta di una ulteriore complicazione della vicenda su cui stanno lavorando gli investigatori e la stessa Procura di Tempio.(m.b.)
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