C’è un progetto per far tornare le mucche gitane a vivere sull’isola

Una vecchia foto di ziu Agnuleddu

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SANTA TERESA. Sino alla fine dei suoi giorni ziu Agnuleddu dei frati Sanna (fratelli in gallurese) è stato il “re dell'isola” di Culuccia che si affaccia sul fiordo della Baia d’Ulisse, a Porto Pozzo. L’ha accudita preservando un habitat naturale, super tutelato, dal valore incommensurabile. Una vita semplice la sua, si nutriva con i prodotti dell’orto, della vigna piantata con un ceppo d’uva di vermentino importato dalla Corsica. Allevatore di bestiame, si prendeva cura di caprette e bovini. Abbandonate a se stesse dopo la morte di Angelo Sanna le “mucche di Culuccia” nel tempo sono diventate famose tanto quanto le “mucche alla riscossa”, protagoniste del lungometraggio d'animazione della Walt Disney: pronte a difendere il territorio, dal 1996 girovagano indisturbate nella zona in cui erano nate e dove continuano a riprodursi. Perché all’epoca l’Associazione nazionale per la lotta contro il cancro che aveva ereditato la penisola, mandria compresa, non si era mai occupata degli animali che le erano stati donati. Né li aveva dati agli allevatori che si erano proposti di accudirli. Il proprietario dell'isola intende farle tornare a Culuccia. «Con un progetto – afferma Marco Boglione –, che naturalmente dovrà essere condiviso con il Comune e il servizio veterinario dell’Assl di Olbia». (w.b.)

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