La villa di Nizzi resta sotto sequestro

Il Riesame conferma quanto stabilito dalla Cassazione: sigilli alla casa e alla cantina del sindaco per abusi edilizi

OLBIA. Resta sotto sequestro la villa di Golfo Aranci del sindaco Settimo Nizzi. Così ha deciso il tribunale del riesame di Sassari: il collegio presieduto dal giudice Mauro Pusceddu ha confermato quanto stabilito dalla Cassazione. Sul provvedimento che mantiene i sigilli sull’intera villa di Terrata (abitazione e cantina trasformata, per l’accusa, in locale abitabile), al momento c’è solo il dispositivo, non si conoscono ancora le motivazioni che saranno depositate tra una decina di giorni. «Attendiamo il deposito delle motivazioni per valutare un eventuale ricorso in Cassazione», commentano i difensori di Nizzi, gli avvocati Sergio Deiana e Leonardo Salvemini. Certo è che sui presunti abusi edilizi nella casa golfarancina del primo cittadino di Olbia, si sta combattendo una dura battaglia a colpi di ricorsi. E il procuratore Gregorio Capasso, che al tribunale del riesame di Sassari chiedeva di ripristinare il sequestro della villa (parzialmente dissequestrata a novembre), è riuscito a centrare il suo obiettivo.

La vicenda è complessa. Era cominciata il 22 ottobre scorso, con il sequestro (eseguito dalla Forestale) richiesto dal procuratore e disposto dal gip del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi. La Procura aveva contestato al sindaco di aver costruito senza concessione edilizia, scaduta prima dell’avvio dei lavori, di averlo fatto in una lottizzazione sottoposta a vincolo idrogeologico, di aver cambiato la destinazione d’uso del seminterrato, trasformato in appartamento, e di non aver rispettato le prescrizioni per i colori della piscina. Successivamente, il 4 novembre il tribunale del riesame, accogliendo le richieste dei difensori, aveva dissequestrato parzialmente la villa, confermando i sigilli solo per la cantina. Che, stando alle accuse della Procura e confermate anche dal Riesame, sarebbe stata trasformata in un locale abitabile con cucina e bagno. Contro il dissequestro, la Procura aveva presentato ricorso in Cassazione sostenendo che le motivazioni del provvedimento del tribunale del riesame erano illogiche e non adeguatamente argomentate, soprattutto per quanto riguarda la contestazione sull’inizio dei lavori.

A Roma i giudici della Corte hanno annullato l’ordinanza di dissequestro della villa e rimandato le carte al Riesame (ad altro collegio di giudici) per un nuovo pronunciamento. Così, il fascicolo è approdato per la seconda volta al tribunale di Sassari: il procuratore, attraverso un’ampia memoria, con nuove carte, ha insistito sul ripristino del sequestro. Ieri, dopo il rinvio di una settimana chiesto e ottenuto dall’avvocato Deiana per valutare la documentazione e produrre a sua volta una memoria difensiva, è arrivato il secondo pronunciamento del Riesame. Che ha confermato il sequestro.

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