Grig: illegittimi gli hotel a Capo Ceraso

Il gruppo ecologista ritiene che gli alberghi sul mare previsti dal Puc violino il Ppr

OLBIA. Il Grig punta la lente di ingrandimento sugli alberghi a Capo Ceraso previsti nel nuovo Puc. Il piano urbanistico comunale, che ha ottenuto il primo via libera del Consiglio, si trova ora nella fase delle osservazioni. Cittadini e portatori di interesse possono inviare all’amministrazione i loro appunti sulle previsioni di sviluppo edilizio. A questa procedura si è affidato anche il Gruppo di intervento giuridico, l’associazione ambientalista guidata dal presidente Stefano Deliperi. Che solleva più di un dubbio sui due hotel extra lusso a Capo Ceraso. Sui terreni di proprietà della società Edilizia Alta Italia che fa capo alla famiglia Berlusconi potranno nascere due hotel di 140mila metri cubi. Nulla a che vedere con il vecchio progetto di Costa Turchese da 2 milioni di metri cubi. Un albergo è previsto a Li Cuncheddi lato Bunte; l’altro nella parte bassa di Capo Ceraso, a 4 chilometri di distanza l’uno dall’altro ma comunque nella fascia sul mare.

«Due insediamenti ricettivi a Capo Ceraso, sito già appetito da ben nota speculazione immobiliare negli anni scorsi e recentemente recintato – scrive il Grig –. Parliamo di 140 mila metri cubi a breve distanza dal mare, in palese contrasto con la disciplina del Piano paesaggistico, in quanto rientranti nella fascia costiera dove in via generale è precluso qualunque intervento di trasformazione nelle aree inedificate. Il Piano paesaggistico, la cui validità è stata ribadita dal Tar, è strumento di pianificazione sovraordinato alla pianificazione urbanistica e a quella di settore, nonché immediatamente vincolante. Motivi per cui abbiamo chiesto al Comune di valutare le “osservazioni” inoltrate con ogni conseguente modifica del Puc. Contemporaneamente abbiamo informato il ministero per i Beni e le Attività culturali e la Direzione generale per la Pianificazione territoriale della Regione». (se.lu.)

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