Sardinia Ferries ci crede: due navi da e per Livorno
di Giandomenico Mele
Il direttore commerciale Raoul Zanelli Bono conferma i collegamenti giornalieri «Resta l’incognita Covid, ma la sospensione legata a un lockdown è improbabile»
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GOLFO ARANCI. Sardinia Ferries continua a credere in Golfo Aranci e conferma il collegamento giornaliero, con due navi, una dalla Sardegna e una dalla Toscana, per il porto di Livorno. Salvo nuove misure restrittive legate alla pandemia da Covid-19. Una condizione sospensiva che potrebbe verificarsi solo di fronte a scenari di emergenza, con un nuovo lockdown che al momento però risulta poco probabile. Dunque conferma per la linea Livorno-Golfo Aranci, con una nave ogni sera in entrambi i sensi. Servizio notturno al quale durante i ponti festivi, soprattutto nel periodo natalizio, potrebbero aggiungersi altre corse straordinarie.
L’emergenza. «Solo un calo drastico del traffico imputabile ad un aggravarsi della pandemia potrebbe far modificare il programma che prevede un collegamento giornaliero da ottobre fino a marzo – spiega Raoul Zanelli Bono, direttore commerciale di Sardinia Ferries –. Per il momento non facciamo calcoli, speriamo che la situazione resti come quella attuale e si possa confermare la programmazione prevista». In ogni caso non verrebbe chiusa la linea, che rappresenta un collegamento essenziale durante l’inverno soprattutto per il traffico merci. «L’ipotesi peggiore sarebbe una riduzione delle frequenze, ma ripeto: speriamo sia scongiurata dagli eventi – conferma Raoul anelli Bono –. Noi continuiamo a vedere le cose in modo positivo».
La capacità. La capienza delle navi Sardinia Ferries è variabile, ma va dalle 330 fino alle 500 auto. Complessivamente la capacità di trasporto dei mezzi va dai 400 ai 750 metri lineari. Per quanto riguarda i passeggeri si va da un minimo di mille fino a un massimo di 1800 persone trasportabili. Numeri ovviamente che non riguardano le tratte della stagione invernale. Dove le navi più che un business di trasporto diventano un servizio. «Da novembre fino a marzo, perché negli anni passati ad ottobre ancora si lavorava bene, di media trasportiamo intorno ai 150/200 passeggeri per tratta – sottolinea il direttore commerciale della compagna di navigazione –. Soglia sotto la quale dovremmo ridimensionare le frequenze? Dipende soprattutto dall’impatto delle merci trasportate. Vorrei ricordare che in pieno lockdown abbiamo mantenuto almeno una nave per salvaguardare l’attività dei trasportatori e l’arrivo delle merci essenziali in Sardegna».
L’estate. La stagione più redditizia ha dovuto, ovviamente, fare i conti con la diffusione del Covid-19 e l’impatto sul turismo nell’Isola. «Per come eravamo messi posso dire che luglio e agosto sono stati migliori rispetto ai nostri peggiori timori – spiega ancora Raoul Zanelli Bono –. Dal primo giugno al 15 settembre, comunque, abbiamo avuto un calo dei passeggeri trasportati, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, del 22%. Una perdita contenuta, perché il calo più consistente si è avuto a giugno. Agosto si è attestato su una perdita intorno al 2% dei passeggeri. Ci aspettavamo un ottimo mese di settembre, ma dal 17 agosto in poi, anche a causa della campagna mediatica che ha danneggiato la Sardegna, le prenotazioni si sono bloccate. Dal primo al 15 settembre, quindi, abbiamo registrato un calo intorno al 30%”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’emergenza. «Solo un calo drastico del traffico imputabile ad un aggravarsi della pandemia potrebbe far modificare il programma che prevede un collegamento giornaliero da ottobre fino a marzo – spiega Raoul Zanelli Bono, direttore commerciale di Sardinia Ferries –. Per il momento non facciamo calcoli, speriamo che la situazione resti come quella attuale e si possa confermare la programmazione prevista». In ogni caso non verrebbe chiusa la linea, che rappresenta un collegamento essenziale durante l’inverno soprattutto per il traffico merci. «L’ipotesi peggiore sarebbe una riduzione delle frequenze, ma ripeto: speriamo sia scongiurata dagli eventi – conferma Raoul anelli Bono –. Noi continuiamo a vedere le cose in modo positivo».
La capacità. La capienza delle navi Sardinia Ferries è variabile, ma va dalle 330 fino alle 500 auto. Complessivamente la capacità di trasporto dei mezzi va dai 400 ai 750 metri lineari. Per quanto riguarda i passeggeri si va da un minimo di mille fino a un massimo di 1800 persone trasportabili. Numeri ovviamente che non riguardano le tratte della stagione invernale. Dove le navi più che un business di trasporto diventano un servizio. «Da novembre fino a marzo, perché negli anni passati ad ottobre ancora si lavorava bene, di media trasportiamo intorno ai 150/200 passeggeri per tratta – sottolinea il direttore commerciale della compagna di navigazione –. Soglia sotto la quale dovremmo ridimensionare le frequenze? Dipende soprattutto dall’impatto delle merci trasportate. Vorrei ricordare che in pieno lockdown abbiamo mantenuto almeno una nave per salvaguardare l’attività dei trasportatori e l’arrivo delle merci essenziali in Sardegna».
L’estate. La stagione più redditizia ha dovuto, ovviamente, fare i conti con la diffusione del Covid-19 e l’impatto sul turismo nell’Isola. «Per come eravamo messi posso dire che luglio e agosto sono stati migliori rispetto ai nostri peggiori timori – spiega ancora Raoul Zanelli Bono –. Dal primo giugno al 15 settembre, comunque, abbiamo avuto un calo dei passeggeri trasportati, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, del 22%. Una perdita contenuta, perché il calo più consistente si è avuto a giugno. Agosto si è attestato su una perdita intorno al 2% dei passeggeri. Ci aspettavamo un ottimo mese di settembre, ma dal 17 agosto in poi, anche a causa della campagna mediatica che ha danneggiato la Sardegna, le prenotazioni si sono bloccate. Dal primo al 15 settembre, quindi, abbiamo registrato un calo intorno al 30%”.
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