I quartieri alluvionati: noi dimenticati
Il coordinatore dei comitati scrive a Nizzi: «Dopo 7 anni la città resta insicura»
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OLBIA. La mozione sul futuro del Piano Mancini presentata dalle opposizioni in Consiglio regionale è finita sotto un faldone di pratiche urgentissime. Come il riconoscimento da parte dell'Unesco del paesaggio culturale della Sardegna. Per legge sarebbe dovuta andare in discussione in tempo rapidi, ma al momento non se ne sa nulla. Lo Svi, il Servizio valutazioni impatti ambientali, un mese fa aveva comunicato la pre-bocciatura al progetto di messa in sicurezza anti-alluvione. Motivo che aveva indotto Pd e M5s a chiederne la discussione in consiglio regionale. Anche il coordinatore dei Comitati di quartiere prova a riaccendere l’attenzione sul tema dimenticato. E lo fa rinfrescando la memoria degli amministratori, comunali e regionali, con i numeri. «Sono passati 5 anni dall’alluvione del 2015 e quasi 7 dal 18 novembre 2013. Da allora quasi niente è cambiato sul fronte della messa in sicurezza», scrive il coordinatore dei Comitati di quartiere, Piergiovanni Porcu ricordando le preoccupazioni a ogni temporale e riassumendo quanto emerso nell’assemblea dei rappresentanti dei comitati di quartiere e di frazione. Due i temi discussi, Puc e Piano Mancini. «Sul primo abbiamo appreso dalla stampa della pre-bocciatura dello Svi dell’unico piano che era in fase avanzata nell’iter di approvazione – aggiunge Porcu –. Del piano alternativo predisposto dall’attuale amministrazione comunale, non se ne sa più niente, se non la sua esposizione sul sito del Comune. Ma è mai possibile che in Italia si debba morire di burocrazia? Ma è ammissibile che dopo 7 anni siamo punto e a capo? Una cosa è certa ed è quella che la città è sempre ad alto rischio idrogeologico e i suoi cittadini devono convivere con la paura ad ogni allerta meteo. Ci auguriamo che i consiglieri regionali espressi dal territorio, di maggioranza e opposizione, facciano sentire con forza la necessità di risolvere questo grave problema».
Il Puc ha iniziato il suo iter ed entro il 19 ottobre i cittadini potranno presentare le loro osservazioni. Dal punto di vista del rischio idraulico nel Piano urbanistico sono stati inseriti Piano Mancini e Piano Technital. «Causa Covid l’approvazione del Puc è partito in sordina senza poter assistere alle discussioni che hanno prodotto il progetto. Anche noi dei Comitati di quartiere avremmo voluto dare il nostro contributo, ma abbiamo dovuto prendere atto che ormai il Piano era già concluso. Chiediamo al sindaco Nizzi di incontrarci per discuterne insieme». (se.lu.)
Il Puc ha iniziato il suo iter ed entro il 19 ottobre i cittadini potranno presentare le loro osservazioni. Dal punto di vista del rischio idraulico nel Piano urbanistico sono stati inseriti Piano Mancini e Piano Technital. «Causa Covid l’approvazione del Puc è partito in sordina senza poter assistere alle discussioni che hanno prodotto il progetto. Anche noi dei Comitati di quartiere avremmo voluto dare il nostro contributo, ma abbiamo dovuto prendere atto che ormai il Piano era già concluso. Chiediamo al sindaco Nizzi di incontrarci per discuterne insieme». (se.lu.)
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