La Nuova Sardegna

Olbia

Puc, borghi e aree agricole faccia a faccia a Rudalza

di Serena Lullia
Puc, borghi e aree agricole faccia a faccia a Rudalza

Il sindaco illustra la pianificazione urbanistica modificabile con le osservazioni  «Il piano tutela il territorio ma prevede anche piccole nuove zone di espansione»

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OLBIA. Un incontro sereno, pieno di domande, per capire meglio il tipo di sviluppo urbanistico pensato dall’amministrazione per Rudalza e Porto Rotondo. Ma anche per cercare di far cambiare idea al Comune su alcuni punti attraverso le osservazioni.

Le comunità della frazione e del borgo di élite rispondono all’invito del sindaco Settimo Nizzi. In prima fila il conte Luigi Donà dalle Rose. Insieme a lui decine di residenti. Davanti alla casa comunale l’amministrazione stende la cartografia del Puc che verrà. Con calma il primo cittadino fa sintesi dei pilastri della pianificazione. Il cuore di Porto Rotondo, considerato un patrimonio architettonico e artistico da preservare, viene assimilato a un centro storico. Intoccabile. A ridosso di questa zona di massima tutela scatta la classificazione di espansione B. Nizzi spiega il motivo. «Così si consente di fare piccoli ampliamenti edilizi che altrimenti sarebbero stati vietati».

Da E ad H. Molto più di una questione di lettere. Nel corso della presentazione del Puc molti cittadini chiedono come mai alcuni dei terreni di loro proprietà, in cui erano soliti fare l’orto, da agricoli siano diventati zone H, di salvaguardia integrale. «La normativa va in direzione della tutela del territorio – sottolinea Nizzi –. Lo studio di impatto ambientale ci dice che dove si sono emergenze rocciose e declivi le aree non possono essere agricole ma H. Consiglio però a chi ha dei terreni che rientrano in questa tipologia di presentare le osservazioni entro i termini e i tecnici le valuteranno».

Frazione non borghi. Non è previsto nessun nuovo borgo a Rudalza. L’amministrazione Nizzi ha cancellato la previsione inserita nella pianificazione Careddu-Giovannelli. «Quando siamo arrivati nel 2010 non volevo credere ai miei occhi – commenta il sindaco –. 5-6 case venivano indicate come borgo. A dieci metri un altro agglomerato di abitazioni restava fuori da questa denominazione. La normativa indica in modo chiaro quali siano i requisiti perché si parli di borgo. Servono strade di comunicazione con la parte centrale della città, edifici pubblici, una chiesa. Requisiti che quegli agglomerati non avevano. Inoltre Rudalza è già frazione, molto più di un borgo. La previsione di nuovi borghi è sparita in modo equo da tutto il territorio olbiese».

Piano di risanamento. Resta invece la perimetrazione del piano di risanamento, previsto dalla Regione ma mai attuato perché non accettato dalla comunità. Sono state aggiunte solo altre tre piccole zone di espansione. Due all’ingresso della frazione, su via Rudalza, all’altezza del distributore di benzina e una all’altezza dell’edicola.

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