Il Deffenu lancia l’allarme: «Ora servono nuove aule»
La Provincia prepara il bando pubblico per la ricerca di locali da affittare in città Con le prescrizioni anti Covid si estende l’emergenza, problemi anche al Gramsci
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OLBIA. Otto aule scolastiche per una superficie minima di 600 metri quadrati. L’istituto tecnico Deffenu è solo l’ultima scuola superiore a iscriversi nel lungo elenco alla voce emergenza aule. Una carenza di spazi endemica, che l’emergenza Covid-19 ha ulteriormente aggravato. La Provincia d ha attivato la procedura per la ricerca sul mercato di locali idonei, da affittare e adibire ad aule scolastiche. Fino all’anno scorso il Deffenu utilizzava in comodato le aule dell’istituto comprensivo Maria Rocca, di proprietà comunale, ma l’incertezza e la necessità di nuovi spazi per le doppie classi che nasceranno per far fronte alle regole del distanziamento imposte dalla pandemia, ha costretto anche il Comune a utilizzare i propri edifici, concessi alla Provincia, per garantire nuovi spazi didattici. Maria Rocca potrebbe essere uno di questi. La Provincia dovrà sborsare quindi qualche decina di migliaia di euro come già fatto per affittare le aule per il liceo Mossa al Delta center.
«Abbiamo 41 aule, che non sono sufficienti per le nostre 47 classi – spiega Salvatorica Scuderi, preside del Deffenu –. Gli anni scorsi utilizzavamo sei aule messe a disposizione dal Comune nella scuola di Maria Rocca, ma il 31 agosto è scaduto il comodato e, in attesa di notizie dal Comune, la Provincia ha deciso di cercare nuovi locali. In questa scuola ci sono 900 studenti, negli ultimi cinque anni sono stati istituiti nuovi corsi, dal Nautico e l’Aeronautico, al Chimico, che abbiamo solo noi. Arrivano studenti da tutto il nord Sardegna. Avremo bisogno di un piano in più per svolgere l’attività scolastica, a maggior ragione con le restrizioni per il Covid-19».
Le aule di Maria Rocca sono grandi, in media 50 metri quadrati, che consentivano di liberare altri spazi didattici per lo svolgimento dei laboratori. «Gli organici Covid potrebbero imporre doppi turni, c’è bisogno di spazi – sottolinea la preside del Deffenu –. Maria Rocca aveva poi il vantaggio di essere una scuola vicina a noi, senza che gli studenti dovessero fare grandi spostamenti. Sulla nuova destinazione faremo di necessità virtù».
L’emergenza aule intanto ha raggiunto livelli insostenibili. Anche il liceo classico Gramsci rischia di esplodere, tra deficienze storiche e i nuovi problemi di distanze imposte dal Covid-19. Per l’anno scolastico 2020-2021 gli alunni iscritti sono 815. Oggi le classi a disposizione del liceo sono 34, ma potrebbero raggiungere le 36 nel caso in cui venissero smantellati due laboratori. In pratica, per garantire la didattica in presenza sarebbero necessarie altre 7 aule. Pare che la Provincia abbia individuato dei nuovi locali nella vicina Via Acquedotto, proprio accanto al liceo scientifico. (g.d.m.)
«Abbiamo 41 aule, che non sono sufficienti per le nostre 47 classi – spiega Salvatorica Scuderi, preside del Deffenu –. Gli anni scorsi utilizzavamo sei aule messe a disposizione dal Comune nella scuola di Maria Rocca, ma il 31 agosto è scaduto il comodato e, in attesa di notizie dal Comune, la Provincia ha deciso di cercare nuovi locali. In questa scuola ci sono 900 studenti, negli ultimi cinque anni sono stati istituiti nuovi corsi, dal Nautico e l’Aeronautico, al Chimico, che abbiamo solo noi. Arrivano studenti da tutto il nord Sardegna. Avremo bisogno di un piano in più per svolgere l’attività scolastica, a maggior ragione con le restrizioni per il Covid-19».
Le aule di Maria Rocca sono grandi, in media 50 metri quadrati, che consentivano di liberare altri spazi didattici per lo svolgimento dei laboratori. «Gli organici Covid potrebbero imporre doppi turni, c’è bisogno di spazi – sottolinea la preside del Deffenu –. Maria Rocca aveva poi il vantaggio di essere una scuola vicina a noi, senza che gli studenti dovessero fare grandi spostamenti. Sulla nuova destinazione faremo di necessità virtù».
L’emergenza aule intanto ha raggiunto livelli insostenibili. Anche il liceo classico Gramsci rischia di esplodere, tra deficienze storiche e i nuovi problemi di distanze imposte dal Covid-19. Per l’anno scolastico 2020-2021 gli alunni iscritti sono 815. Oggi le classi a disposizione del liceo sono 34, ma potrebbero raggiungere le 36 nel caso in cui venissero smantellati due laboratori. In pratica, per garantire la didattica in presenza sarebbero necessarie altre 7 aule. Pare che la Provincia abbia individuato dei nuovi locali nella vicina Via Acquedotto, proprio accanto al liceo scientifico. (g.d.m.)
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