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Olbia

Day surgery, l’Ats muove i primi passi

Day surgery, l’Ats muove i primi passi

Individuati 4 posti letto per la modalità di intervento chirurgico multidisciplinare

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OLBIA. È il primo passo di un servizio rimasto in stand by a lungo. L’ospedale Giovanni Paolo II ha avviato l’iter per l’attivazione de “Day surgery multidisciplinare”. L’Ats ha approvato la delibera per attuare la chirurgia di un giorno. Si tratta della modalità clinico-organizzativa per effettuare interventi chirurgici o procedure diagnostiche invasive con un ricovero limitato alle sole ore diurne, in anestesia generale o totale. Già oggi nel presidio ospedaliero è strutturalmente presente un’area dedicata alle attività di day surgery con posti letto di degenza, sale operatore dedicate e locali a supporto dell’attività chirurgica. «Nell’ambito delle strutture complesse chirurgiche operanti nel presidio – si legge nella delibera dell’Ats – è ampiamente utilizzata la modalità di ricovero in day surgery e nel 2019 sono stati effettuati con questa modalità 841 interventi, pari al 30% dei totali».

L’avvio dell’iter è stato affrontato durante una riunione informale nella sede Assl a cui hanno preso parte il direttore dell’area socio sanitaria di Olbia, Paolo Tauro, Antonio Pintus, coordinatore della struttura, e i consiglieri regionali di maggioranza Dario Giagoni della Lega, e Angelo Cocciu di Forza Italia. Entrambi hanno detto di voler rendere operativo il progetto in tempi brevi.

«Diamo l’ avvio al percorso di attivazione di una struttura già esistente, che sarà ausilio indispensabile per il buon funzionamento della sanità olbiese, e gallurese – hanno detto in una nota i due esponenti galluresi della maggioranza Solinas –. La “chirurgia di un giorno” presenta parecchi aspetti positivi: un notevole abbattimento delle liste di attesa per interventi di minore entità, ma non per questo meno importanti per la tutela della salute. Viene inoltre garantito un risparmio a livello economico, visti i tempi estremamente ridotti di degenza e senza un eccessivo incremento di risorse umane. Questo perché i medici che opereranno perverranno dai reparti di competenza del presidio ospedaliere stesso». Al momento la delibera prevede 4 post letto «che potranno in seguito essere implementati».

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