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Famiglia positiva in isolamento: «Abbandonati dal 25 settembre»

Famiglia positiva in isolamento: «Abbandonati dal 25 settembre»

OLBIA. Positivi al Covid dallo scorso 25 settembre e da allora di loro si sono perse le tracce. O meglio, sono loro che hanno perso le tracce della Assl che dovrebbe assisterli. Mai un contatto, mai...

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OLBIA. Positivi al Covid dallo scorso 25 settembre e da allora di loro si sono perse le tracce. O meglio, sono loro che hanno perso le tracce della Assl che dovrebbe assisterli. Mai un contatto, mai una risposta alle continue telefonate, anche solo per una semplice verifica dello stato di salute delle persone contagiate. Nulla di nulla. Così per una famiglia olbiese – padre, madre e un figliolo di appena sette anni, tutti positivi al Covid – l’isolamento obbligato è diventato un vero e proprio incubo. Giorno dopo giorno, una cappa di silenzio angosciante penetra dentro le mura domestiche dove la famiglia è isolata senza riuscire ad avere alcun contatto con medici o uffici sanitari della Assl di Olbia.

«È incredibile – dice il capofamiglia, titolare di un’azienda di servizi in città – dal 25 settembre scorso, cioè da quando siamo risultati positivi al Covid, non abbiamo più avuto notizie. Mai un controllo, mai un contatto, nessuno risponde alle nostre telefonate. Malati e di fatto abbandonati. Perché non viene fatto un nuovo tampone? Siamo ancora positivi? Oppure siamo guariti? Nessuno ci dice niente e non sappiamo più cosa fare. Abbiamo anche un lavoro e un’azienda da mandare avanti e così si rischia di chiudere bottega».

La situazione di “isolamento nel silenzio” della famiglia olbiese è resa ancora più complicata e grave dalla presenza in casa di due persone anziane, entrambi familiari, una di queste anche gravemente malata di suo conto. «Abbiamo paura per loro – spiega meglio il capofamiglia – un eventuale contagio potrebbe avere gravi conseguenze. Vorrei sapere come dobbiamo comportarci e quali sono le precauzioni e le norme di sicurezza da osservare, ma anche in questo caso nessuno risponde alle nostre chiamate e non sappiamo più a chi rivolgerci».

L’appello disperato della famiglia olbiese non è un caso isolato, come confermano le cronache di queste settimane. Tanti pazienti Covid segnalano la mancanza di assistenza – o quanto meno l’assistenza inadeguata – ai contagiati in isolamento o in attesa di tampone. (m.b.)

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