Lai: «Il nostro progetto fino al 2030»
di Serena Lullia
La Maddalena, il candidato sindaco illustra lista e programma: «Sappiamo molto bene dove andare e come arrivarci»
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INVIATA ALLA MADDALENA. Scende in campo con l’entusiasmo dei suoi 37 anni e l’energia del gruppo di giovani che due anni fa gli chiesero di costruire un progetto di rilancio dell’isola. Fabio Lai, sottocapo della Capitaneria di porto, ex vicesindaco e assessore al Turismo, sulle solide basi di quella prima investitura ha catalizzato consensi e anime politiche. Ed ecco “La Maddalena Ripartiamo verso il futuro”. «Siamo nati per costruire qualcosa, non contro qualcuno – afferma il candidato sindaco –. Il nostro è un progetto ambizioso, coraggioso e innovativo che guarda da adesso al 2030. Se i maddalenini lo vorranno, dal giorno dopo l’elezione sappiamo esattamente dove andare e come arrivarci. Il programma è stato condiviso, non ci saranno perdite di tempo per decidere cosa fare». Per realizzarlo Lai ha cucito una squadra multicolor. Età media 45 anni, il più giovane ne ha 32, 8 non arrivano a 40, il più anziano ne ha 54. Dentro appartenenze politiche e partitiche differenti. Fratelli d’Italia, Riformatori, Psd’Az, Pd, Leu. Alcuni ex amministratori di lungo corso. Il resto esordienti. «La diversità è un nostro punto di forza. Non siamo né destra né sinistra. Siamo un gruppo di giovani, siamo la generazione dell’Europa, ragazzi non imbevuti di ideologia che hanno maturato la concezione secondo cui alla Maddalena ci sono problemi le cui soluzioni non sono né di destra né di sinistra. Ci siamo confrontati su tutto all’interno del gruppo e la sintesi sulle linee di mandato è il programma». Nessun timore che il modello del contratto di governo alla Salvini-M5s possa saltare una volta conquistato il Palazzo. «Il contratto di governo rappresenta il passato e io non sono Salvini. Ho un’altra formazione e un altro carattere. Mi assumo la responsabilità politica di questo accordo di cui sarò il garante».
Lai indica i punti cardine del programma. Rivoluzione green, turismo culturale, nautica da diporto con la nascita dell’Accademia della nautica. Ma anche il riconoscimento della bandiera lilla per una città inclusiva. Idee chiare anche su Pul e su Puc che l’attuale amministrazione lascia in stato avanzato. «Sul Pul faremo interventi radicali. La precedente giunta ha legiferato su materie di competenza regionale: campi boa, piattaforme galleggianti, pontili. Su questi ultimi serve il giusto equilibrio tra gestione pubblica e privata. Del Puc non cancelleremo ciò che c’è di buono. Ma c’è troppo invenduto. Non ci piacciano gli alveari, serve armonia tra sviluppo e ambiente. Urbanisticamente guardiamo al modello Cannigione». Per la formazione della giunta in caso di vittoria il criterio non sarà il numero di voti ma le aree di appartenenza. «Non è detto che i 5 più votati diventino assessori. Sarà una giunta civica. Né tutta di destra, né tutta di sinistra». E spunta l’ipotesi assessorato esterno. «Ci siamo ripromessi di ragionarne in caso di vittoria. Potrebbero esserci condizioni per attuare questa soluzione che a oggi non ci sono. Decideremo se sarà opportuno».
Lai indica i punti cardine del programma. Rivoluzione green, turismo culturale, nautica da diporto con la nascita dell’Accademia della nautica. Ma anche il riconoscimento della bandiera lilla per una città inclusiva. Idee chiare anche su Pul e su Puc che l’attuale amministrazione lascia in stato avanzato. «Sul Pul faremo interventi radicali. La precedente giunta ha legiferato su materie di competenza regionale: campi boa, piattaforme galleggianti, pontili. Su questi ultimi serve il giusto equilibrio tra gestione pubblica e privata. Del Puc non cancelleremo ciò che c’è di buono. Ma c’è troppo invenduto. Non ci piacciano gli alveari, serve armonia tra sviluppo e ambiente. Urbanisticamente guardiamo al modello Cannigione». Per la formazione della giunta in caso di vittoria il criterio non sarà il numero di voti ma le aree di appartenenza. «Non è detto che i 5 più votati diventino assessori. Sarà una giunta civica. Né tutta di destra, né tutta di sinistra». E spunta l’ipotesi assessorato esterno. «Ci siamo ripromessi di ragionarne in caso di vittoria. Potrebbero esserci condizioni per attuare questa soluzione che a oggi non ci sono. Decideremo se sarà opportuno».
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