Perseguita l’ex compagna, indagato un poliziotto di Olbia

La Procura di Cagliari ha riaperto l’inchiesta che era stata archiviata a Tempio. La tormentava con sms e mail ed era entrato nel suo computer per controllarla

OLBIA. Aveva detto basta a quella relazione che stava minando la sua serenità. Si sentiva sempre controllata, braccata, messa sotto accusa, trattata come una delinquente e costretta a difendersi e a giustificarsi continuamente. Dopo un anno e mezzo di convivenza, lei, 52 anni, aveva trovato il coraggio di chiudere quel rapporto sentimentale col fidanzato, un poliziotto che in quegli anni prestava servizio ad Olbia. Ma quel “basta” non era servito a liberarsi di lui, della presenza ossessiva di quell’uomo. Che dopo la fine della relazione avrebbe continuato a tormentarla, inviandole continuamente messaggi e mail, soprattutto la notte, ed entrando abusivamente nel suo computer per controllare chat, messaggi e documenti riservati.

La Procura di Cagliari – che ha riaperto l’inchiesta dopo l’archiviazione chiesta e ottenuta dalla Procura di Tempio – ha chiuso le indagini preliminari e indagato il poliziotto, 58 anni, ora in servizio in Toscana, a cui contesta i reati di stalking e l’accesso abusivo ad un sistema informatico.

La vicenda giudiziaria, quindi, si riapre. Nel 2018 il procedimento penale era stato archiviato per mancanza di querela in relazione allo stalking, mentre il secondo reato era stato stralciato perché di competenza della Procura di Cagliari. Ma il difensore della donna, l’avvocato Abele Cherchi, ha chiesto alla Procura di Tempio l’invio di tutti gli atti a quella di Cagliari, riuscendo a far riaprire l’inchiesta per entrambi i reati (l’accesso abusivo ad un sistema informatico comporta per connessione che si proceda d’ufficio anche per lo stalking). Nei giorni scorsi, il pubblico ministero Daniele Caria ha chiuso le indagini preliminari a carico del poliziotto, difeso dall’avvocato Franco Giua. L’uomo, stando alle accuse, avrebbe continuato a perseguitarla per un anno (dal novembre 2015 ai primi mesi del 2017) dopo la fine della loro convivenza. La tempestava di messaggi e di mail, la pedinava e controllava continuamente chat, messaggi e tutto ciò che scriveva o riceveva via mail e sui social dopo essere riuscito ad entrare abusivamente nel suo pc e nei vari profili social. La donna sarebbe stata costretta a cambiare più volte il proprio numero di telefono, a resettare il suo computer a cambiare il profilo Facebook ma anche la serratura della propria abitazione, continuando a sentirsi «controllata e braccata dal suo ex».

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