Marino, M5S: «Blindati 150 milioni»
Approvato l’ordine del giorno per conservare le risorse per il rischio idraulico
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OLBIA. Il Governo Conte si impegna a blindare i 150milioni di euro destinati a mettere in sicurezza la città dalle alluvioni. Solo così i ritardi nell’attuazione del Piano del rischio idraulico eviteranno che le risorse stanziate sette anni fa dallo Stato migrino verso comuni più virtuosi. Questo è quanto contenuto nell’ordine del giorno al Decreto legge agosto proposto dal deputato del M5s Nardo Marino e approvato dal Parlamento. Il parlamentare olbiese ha inoltre chiesto al Governo di svolgere un’attenta ricognizione sui motivi che hanno determinato la situazione di stallo nella spesa delle risorse. «Mettere al sicuro la città – afferma Marino, membro della Commissione Trasporti della Camera – è sempre stata la priorità per il Movimento 5 stelle. Per questo sono soddisfatto per l'accoglimento di questo ordine del giorno. Tra gli impegni presi dal Governo sottolineo la verifica sulle cause che hanno portato allo stallo attuale sulle opere da realizzare. Non basta vincolare i fondi già stanziati. Vogliamo capire cosa stia accadendo negli uffici regionali chiamati a dare il parere sulle opere di mitigazione del rischio idraulico. Sette anni di attesa sono decisamente intollerabili per una città che continua a essere seriamente a rischio in caso di eventi climatici estremi».
La mobilitazione del deputato Marino arriva una manciata di giorni dopo un altro intervento, questa volta regionale, del M5s insieme al Partito democratico. I consiglieri Roberto Li Gioi e Giuseppe Meloni avevano lanciato l’allarme sul futuro incerto del Piano Mancini e sulla paura di perdere le risorse destinate a Olbia. Allo stato attuale, dopo sette anni dall’alluvione del novembre 2013, nessuna opera per la mitigazione del rischio idraulico è stata realizzata. Il Piano Mancini – redatto dall’ufficio del commissario di Governo che fa capo all’assessorato regionale ai Lavori pubblici – arrivato all’ultimo step prima della gara di appalto, ha ricevuto una prebocciatura da parte del Servizio valutazioni impatti ambientali dell’assessorato regionale all’Ambiente.
Nel caso in cui quel primo no dovesse diventare definitivo il Piano Mancini finirà nel cestino. Fino a quando non verranno realizzate le opere di mitigazione non solo la città resterà insicura, ma anche il suo futuro economico sarà fortemente condizionato. Il 70% del tessuto urbano è infatti sottoposto a vincolo di inedificabilità perché a rischio idraulico. (se.lu.)
La mobilitazione del deputato Marino arriva una manciata di giorni dopo un altro intervento, questa volta regionale, del M5s insieme al Partito democratico. I consiglieri Roberto Li Gioi e Giuseppe Meloni avevano lanciato l’allarme sul futuro incerto del Piano Mancini e sulla paura di perdere le risorse destinate a Olbia. Allo stato attuale, dopo sette anni dall’alluvione del novembre 2013, nessuna opera per la mitigazione del rischio idraulico è stata realizzata. Il Piano Mancini – redatto dall’ufficio del commissario di Governo che fa capo all’assessorato regionale ai Lavori pubblici – arrivato all’ultimo step prima della gara di appalto, ha ricevuto una prebocciatura da parte del Servizio valutazioni impatti ambientali dell’assessorato regionale all’Ambiente.
Nel caso in cui quel primo no dovesse diventare definitivo il Piano Mancini finirà nel cestino. Fino a quando non verranno realizzate le opere di mitigazione non solo la città resterà insicura, ma anche il suo futuro economico sarà fortemente condizionato. Il 70% del tessuto urbano è infatti sottoposto a vincolo di inedificabilità perché a rischio idraulico. (se.lu.)
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