maker island
Bracci robotici ed ebook ecco gli innovatori olbiesi
di Paolo Ardovino
OLBIA. Ormai ci si è calati nella parte: visitatori con telefono e fotocamera da una parte, maker dall’altra a impressionare con dimostrazioni e prototipi in mostra sui banchetti. Prosegue il fine...
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OLBIA. Ormai ci si è calati nella parte: visitatori con telefono e fotocamera da una parte, maker dall’altra a impressionare con dimostrazioni e prototipi in mostra sui banchetti. Prosegue il fine settimana futuristico di Olbia con l’evento “Maker island” ospitato al museo archeologico. Oggi è l’ultimo giorno disponibile per far visita alle esposizioni, dalle 10 sino alle 18. Tra i tanti maker arrivati da oltremare o da altre zone dell’isola, l’innovazione passa anche tra gli esponenti locali. E Olbia parla di futuro soprattutto con gli occhi delle scuole.
Invenzione tra i banchi. Tante quelle presenti, lo stand dell'Amsicora, per esempio, è affollato di invenzioni di Ipia di Olbia e Oschiri e l’agraria olbiese. Il prof Asara, di quest’ultimo istituto, ha portato due misuratori di distanza, uno analogico e uno digitale. Al suo fianco la robotica con il famoso umanoide “nao”, un po’ spaesato per il tanto chiasso attorno. È il docente Ciro Punzo a illustrare i prototipi meccatronici: bracci robotici, uno speciale casco per non vedenti con sensori che rilevano ostacoli ravvicinati, una valigetta domotica pensata per i disabili. Punzo spiega il progetto, premiato all’Expo di Milano nel 2015: «Dal telefono è possibile controllare tutta la casa, un tasto apre il cancello, uno le luci esterne, uno il condizionatore, gli irrigatori ecc. Chi ha una mobilità molto limitata o è allettato può comunque controllare tutti gli spazi dell’abitazione. Queste idee nascono dai nostri studenti e sono loro da sviluppate».
Giovani alunni. Dalle scuole superiori agli alunni più piccoli. L'Istituto comprensivo, per esempio, ha anticipato i tempi e aveva già proposto tra i banchi un progetto per "mini maker", come spiegano le docenti Gungui, Mura e Poddighe. Laboratori di robotica, stampa 3D, montaggio video, video mapping e strumenti musicali digitali, rivolti per lo più agli alunni delle medie. «Hanno messo in pratica le loro competenze e hanno realizzato dispositivi utili per fini didattici», spiega la prof di Lettere Francesca Gungui. Il primo circolo di Olbia è rappresentato dalle primarie di Rudalza e di Poltu Cuadu. È la maestra Marisa Garia a spiegare il laboratorio promosso sulla lingua gallurese, insieme alla casa editrice Taphros: «Abbiamo lavorato sulla favola di Francesca Ruiu “La stria bucchitolta”, trasformando il libro cartaceo in e-book interattivo. I bimbi hanno scoperto che è possibile imparare anche il gallurese come le altre lingue».
Maker a Olbia. Per la serie maker olbiesi, tra le tante stampanti 3D sempre in funzione in questi giorni, c'è quella di Francesca Falchi, giovane arredatrice d’interni di Olbia che da pochissimo, da luglio, ha scoperto la passione per la creazione innovativa di oggetti: «Sì, questa è una piccola collezione di complementi d’arredo». Sul banco vasi di piccole dimensioni, soprammobili, stampati e poi rifiniti a mano col colore.
Invenzione tra i banchi. Tante quelle presenti, lo stand dell'Amsicora, per esempio, è affollato di invenzioni di Ipia di Olbia e Oschiri e l’agraria olbiese. Il prof Asara, di quest’ultimo istituto, ha portato due misuratori di distanza, uno analogico e uno digitale. Al suo fianco la robotica con il famoso umanoide “nao”, un po’ spaesato per il tanto chiasso attorno. È il docente Ciro Punzo a illustrare i prototipi meccatronici: bracci robotici, uno speciale casco per non vedenti con sensori che rilevano ostacoli ravvicinati, una valigetta domotica pensata per i disabili. Punzo spiega il progetto, premiato all’Expo di Milano nel 2015: «Dal telefono è possibile controllare tutta la casa, un tasto apre il cancello, uno le luci esterne, uno il condizionatore, gli irrigatori ecc. Chi ha una mobilità molto limitata o è allettato può comunque controllare tutti gli spazi dell’abitazione. Queste idee nascono dai nostri studenti e sono loro da sviluppate».
Giovani alunni. Dalle scuole superiori agli alunni più piccoli. L'Istituto comprensivo, per esempio, ha anticipato i tempi e aveva già proposto tra i banchi un progetto per "mini maker", come spiegano le docenti Gungui, Mura e Poddighe. Laboratori di robotica, stampa 3D, montaggio video, video mapping e strumenti musicali digitali, rivolti per lo più agli alunni delle medie. «Hanno messo in pratica le loro competenze e hanno realizzato dispositivi utili per fini didattici», spiega la prof di Lettere Francesca Gungui. Il primo circolo di Olbia è rappresentato dalle primarie di Rudalza e di Poltu Cuadu. È la maestra Marisa Garia a spiegare il laboratorio promosso sulla lingua gallurese, insieme alla casa editrice Taphros: «Abbiamo lavorato sulla favola di Francesca Ruiu “La stria bucchitolta”, trasformando il libro cartaceo in e-book interattivo. I bimbi hanno scoperto che è possibile imparare anche il gallurese come le altre lingue».
Maker a Olbia. Per la serie maker olbiesi, tra le tante stampanti 3D sempre in funzione in questi giorni, c'è quella di Francesca Falchi, giovane arredatrice d’interni di Olbia che da pochissimo, da luglio, ha scoperto la passione per la creazione innovativa di oggetti: «Sì, questa è una piccola collezione di complementi d’arredo». Sul banco vasi di piccole dimensioni, soprammobili, stampati e poi rifiniti a mano col colore.
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