Palau, rete di emozioni per ricucire i rapporti interrotti dal lockdown
PALAU. Una rete di emozioni e racconti per diffondere un'idea positiva della scuola anche ai tempi del Covid. La rete in classe creata alla ripartenza delle lezioni dagli studenti del biennio dell’is...
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PALAU. Una rete di emozioni e racconti per diffondere un'idea positiva della scuola anche ai tempi del Covid. La rete in classe creata alla ripartenza delle lezioni dagli studenti del biennio dell’istituto Falcone e Borsellino, diretto da Stefano Palmas, è sempre attuale. «Il segnale di speranza – dice il professore Daniele Castiglia, curatore dell’attività –, è un gioco fatto con i ragazzi, ma anche qualcosa che rimarrà loro impresso». La scuola durante questa emergenza sanitaria è intesa come un amore sofferto e sofferente. «I ragazzi, soprattutto gli adolescenti, respirano socialità e ribellione, desiderio di confrontarsi e paura di non essere accettati. Il loro innato senso di giustizia li porta a mettere in discussione norme e regole, prima di comprenderle e accoglierle. La scuola ha il compito di accompagnarli in questo processo di maturazione, attraverso l’unico strumento proprio, che è l'essere comunità». L’immagine della rete, pur semplificando il concetto, rende evidente la necessità da parte della scuola, di ritrovare legami e relazioni. Da ciò nasce l'idea di questa attività, raccontata così dagli stessi ragazzi. «Oggi il “prof” ci ha fatto fare un’attività alquanto strana», scrive uno studente. «Ci ha fatto piegare un foglio in sei parti – racconta un altro –, da una parte dovevamo scrivere le cose che vogliamo dimenticare della quarantena. Dall’altra quelle che vogliamo ricordare». E ancora. «Ci ha fatto tenere in mano un filo che usano i pescatori per ricucire le reti, e pian piano che lo passava ci faceva ricordare una cosa bella fatta durante la quarantena. L’abbiamo chiamata “la rete” perché ci stava unendo tutti. Un modo di ricomporre la “rete sociale” perdutasi con il lockdown». (w.b.)
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