La Nuova Sardegna

Olbia

Intossicazione da funghi tre persone in ospedale

di Angelo Mavuli
Intossicazione da funghi tre persone in ospedale

Due donne e un uomo sono stati male: avevano tutti mangiato “falsi prataioli”  L’appello della Assl: «Rivolgetevi al micologo, è a disposizione gratuitamente»

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OLBIA. In Gallura negli ultimi due giorni, tre persone sono rimaste intossicate dai funghi raccolti e consumati imprudentemente senza avere una adeguata conoscenza di ciò che stavano mangiando. Ora stanno meglio, ma hanno trascorso diverse ore all’ospedale prima di poter essere dimessi. E pur provati, le loro condizioni di salute ora sono buone. Dopo le piogge sono moltissimi gli appassionati che, anche da Olbia, si muovono nei boschi alla ricerca di funghi. Ma la poca esperienza, ancora una volta, ha messo a rischio la salute.

Il primo episodio risale alla serata di venerdì scorso quando, al pronto soccorso dell’ospedale di Tempio si è presentata una donna con sintomi a carico dell'apparato gastrointestinale, vomito irrefrenabile e violenti dolori addominali. Dai sintomi e dalle informazioni assunte nella fasi di ricovero, i medici hanno scoperto che la signora a pranzo aveva mangiato dei funghi che si sarebbero rivelati non dei prataioli ma appartenenti a una specie chiamata dagli studiosi “Agaricus pseudopratensis”, avente un diametro quasi simile a quello del prataiolo. Un particolare «che trae in inganno i meno esperti», dicono i micologi, ma al tempo stesso anche abbastanza tossico. In Sardegna, fanno sapere sempre gli esperti e i ricercatori di professione, questo tipo di fungo, «che preferisce i prati antropizzati e le aree sabbiose» si trova soprattutto in provincia di Oristano. La donna, trattata come da protocollo per intossicazione alimentare, è rimasta in osservazione al “Paolo Dettori” per alcune ore.

Intossicato anche un sessantenne, che aveva consumato funghi della specie scientifica dell'Omphalotus olearius, volgarmente noto come fungo dell’Ulivo. Nella notte fra domenica e lunedì, infine, poco prima dell’una, anche un’ottantenne è finite all’ospedale tempiese. Stessi sintomi a carico dell'apparato gastrointestinale, oltre a vomito continuo e forti dolori addominali. E pure in questo caso si è saputo che, durante la cena, aveva mangiato funghi della specie “Agaricus Xanthodermus” definito dai micologi “falso prataiolo”.

Tutte le consulenze hanno visto all’opera i micologi dell’Assl di Olbia. I tre pazienti hanno lasciato l’ospedale e le loro condizioni di salute sono buone. L’azienda socio sanitaria invita i consumatori di funghi spontanei a contattare sempre il micologo della Assl, esperto ed in grado di classificare e fare una cernita esatta dei funghi. «Il micologo - precisa ancora la Assl in una nota - è a disposizione della popolazione gratuitamente. A Olbia dalle 10 alle 13 il lunedì, mercoledì e venerdì, nei locali che si trovano all’interno del San Giovanni di Dio con ingresso da via Borromini; a Tempio invece dalle 15 alle 18, il martedì, mercoledì e giovedì. In questo caso ci si deve recare nei locali ubicati all'interno dell'Hospice in Via Limbara».



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