Valanga di osservazioni al Puc: oltre 500
di Serena Lullia
Conclusa la fase in cui i cittadini potevano chiedere modifiche allo sviluppo urbanistico pensato dalla giunta Nizzi
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OLBIA. Il rintocco della mezzanotte ha segnato lo stop agli emendamenti al Puc. Il documento che disegna il futuro della città, raddoppia la marina di Olbiamare, dà il via libera a otto hotel extra lusso sul mare, prevede un campo da golf a Sa Testa e affossa definitivamente il berlusconiano sogno di Costa Turchese, procede il suo iter. Per ora gli uffici del settore Urbanistica hanno contato più di 500 richieste di correzione al Piano, arrivate da cittadini e società sia in forma cartacea che telematica. Si chiude così la prima fase del Piano urbanistico, quella che dà voce a cittadini e ai portatori di interesse.
Per il settore Urbanistica guidato dal dirigente, Davide Molinari, comincia l’analisi dal punto di vista tecnico. Ogni osservazione viene esaminata e valutata sulla base della normativa vigente e delle linee di sviluppo dettate dall’amministrazione Nizzi. Una volta che questo lavoro verrà completato, il Puc prenderà la strada di Cagliari. Spetta infatti alla Regione l’istruttoria del Piano. È compito dei tecnici cagliaritani passare al setaccio la proposta urbanistica olbiese e controllare che i nuovi metri cubi, residenziali e ricettivi, siano compatibili con le severe norme del Piano paesaggistico. La Regione farà poi le sue osservazioni, indicando al Comune quali punti della proposta modificare o correggere. La palla passerà di nuovi ai tecnici comunali che dovranno adeguare il Piano alle indicazioni cagliaritane. Il Puc ritornerà così in aula per la seconda adozione e verrà rimandato in Regione per il passo definitivo. La verifica di coerenza. Una volta ottenuta ci sarà la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e da quel momento entrerà ufficialmente in vigore.
Per il presidente della commissione Urbanistica, Bastianino Monni, il numero di osservazioni va valutato in modo positivo. «È l’esempio della partecipazione dei cittadini – spiega Monni –. Un coinvolgimento che contribuisce alla legittimazione del documento urbanistico, ma anche un segnale di maggiore fiducia. Una pianificazione diversa rispetto al 2004, quando le osservazioni furono nell’ordine del migliaio. Da allora, come già detto, è cambiato il modo di pensare lo sviluppo del territorio, che non è solo metri cubi. Si ha una sensibilità più spiccata verso la tutela dell’ambiente e maggiore attenzione nel creare servizi e infrastrutture».
Sul Puc adottato alla fine di luglio dal consiglio comunale, le opposizioni, Coalizione civica e M5s, avevano manifestato alcune perplessità. Sull’ampliamento del porto turistico per la difficile convivenza con il traffico passeggeri e la mitilicoltura. Ma anche per l’hotel di Pittulongu, costruzione nuova in un territorio vergine.
Per il settore Urbanistica guidato dal dirigente, Davide Molinari, comincia l’analisi dal punto di vista tecnico. Ogni osservazione viene esaminata e valutata sulla base della normativa vigente e delle linee di sviluppo dettate dall’amministrazione Nizzi. Una volta che questo lavoro verrà completato, il Puc prenderà la strada di Cagliari. Spetta infatti alla Regione l’istruttoria del Piano. È compito dei tecnici cagliaritani passare al setaccio la proposta urbanistica olbiese e controllare che i nuovi metri cubi, residenziali e ricettivi, siano compatibili con le severe norme del Piano paesaggistico. La Regione farà poi le sue osservazioni, indicando al Comune quali punti della proposta modificare o correggere. La palla passerà di nuovi ai tecnici comunali che dovranno adeguare il Piano alle indicazioni cagliaritane. Il Puc ritornerà così in aula per la seconda adozione e verrà rimandato in Regione per il passo definitivo. La verifica di coerenza. Una volta ottenuta ci sarà la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e da quel momento entrerà ufficialmente in vigore.
Per il presidente della commissione Urbanistica, Bastianino Monni, il numero di osservazioni va valutato in modo positivo. «È l’esempio della partecipazione dei cittadini – spiega Monni –. Un coinvolgimento che contribuisce alla legittimazione del documento urbanistico, ma anche un segnale di maggiore fiducia. Una pianificazione diversa rispetto al 2004, quando le osservazioni furono nell’ordine del migliaio. Da allora, come già detto, è cambiato il modo di pensare lo sviluppo del territorio, che non è solo metri cubi. Si ha una sensibilità più spiccata verso la tutela dell’ambiente e maggiore attenzione nel creare servizi e infrastrutture».
Sul Puc adottato alla fine di luglio dal consiglio comunale, le opposizioni, Coalizione civica e M5s, avevano manifestato alcune perplessità. Sull’ampliamento del porto turistico per la difficile convivenza con il traffico passeggeri e la mitilicoltura. Ma anche per l’hotel di Pittulongu, costruzione nuova in un territorio vergine.
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