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Giardiniere folgorato a Porto Rotondo accertamenti nella villa

Giardiniere folgorato a Porto Rotondo accertamenti nella villa

OLBIA. Il gip Marco Contu ha disposto l’incidente probatorio per fare chiarezza sulla morte di Flavio Pellegrino, il giardiniere 61enne, olbiese, rimasto folgorato da una scarica elettrica mentre...

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OLBIA. Il gip Marco Contu ha disposto l’incidente probatorio per fare chiarezza sulla morte di Flavio Pellegrino, il giardiniere 61enne, olbiese, rimasto folgorato da una scarica elettrica mentre svolgeva lavori di manutenzione nella villa del conte Luigi Donà dalle Rose, a Porto Rotondo, il 31 agosto scorso. L’incarico al perito nominato dal tribunale, l’ingegner Valerio Zironi, di Sassari, sarà conferito il 24 novembre. Dovrà accertare le cause tecniche dell’incidente che hanno provocato la morte del giardiniere. Cinque gli indagati per omicidio colposo: Pierluigi Pisu, 45enne, residente ad Arzachena, titolare dell’impresa “Il pollice verde” che svolgeva i lavori nella villa, difeso dall’avvocato Agostinangelo Marras, Leonardo Donà dalle Rose, 45 anni, titolare dell’abitazione e figlio del conte Luigi, assistito dall’avvocato Gabriele Satta, lo stesso conte, fondatore di Porto Rotondo, 81 anni, e i responsabili di due ditte, Maximilano Luca Moggi e Fabrizio Manca, quest’ultimo assistito dall’avvocato Giampietro Cocco, 42enni, che avevano eseguito lavori ai collegamenti elettrici e all’elettropompa. L’incidente sul lavoro era avvenuto all’interno di un vano in muratura, pertinenza della villa, dove si trovano un quadro tecnico e due autoclavi per pompare acqua alla rete idrica del giardino e della piscina. Secondo l’informativa dei carabinieri intervenuti sul luogo della tragedia «nel vano giaceva il corpo di Flavio Pellegrino, che, chiamato da Pierluigi Pisu per svolgere alcuni lavori di giardinaggio e manutenzione del verde nella villa, era stato colpito da una scarica elettrica mentre evidentemente si stava occupando dell’attivazione dell’autoclave». Da qui la decisione del sostituto procuratore Luciano Tarditi, di chiedere al gip una perizia tecnica sul luogo della tragedia per stabilire le cause della scarica elettrica che ha folgorato l’operaio. Intanto, lo Spresal, il servizio dell’Assl che si occupa degli incidenti sul lavoro, avrebbe accertato che la vittima lavorava in nero per conto della ditta Pisu. L’avvocato Antonello Desini, che assiste la famiglia della vittima, non commenta la notizia in quanto è in attesa di esaminare gli atti e la posizione assunta dall’ente previdenziale. La famiglia ha nominato consulente di parte l’ingegnere Gian Luca Langiu. (t.s.)

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