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Olbia

Il cavalcaferrovia di Golfo Aranci finisce in Parlamento

Il cavalcaferrovia di Golfo Aranci finisce in Parlamento

La struttura è abbandonata e cade a pezzi. Interrogazione al Senato

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GOLFO ARANCI. Finisce in Parlamento il caso del cavalcaferrovia di Golfo Aranci, pericolosamente ridotto quasi in briciole. L’iniziativa è di un senatore umbro, Francesco Zaffini, che dai banchi di Fratelli d’Italia ha presentato una interrogazione al ministero delle Infrastrutture. Zaffini ricorda che «il cavalcaferrovia, sempre più fatiscente, continua a essere percorso da decine di migliaia di auto e mezzi pesanti: traffico indotto dall’imbarco o sbarco dalle navi ormeggiate in banchina».

La ribalta nazionale per il caso dell’inutile e pericoloso cavalcavia che nessuno può demolire, è un succeeso per gli abitanti di Golfo Aranci che spesso hanno segnalato la situazione, a cominciare da Sarah Baruk, che vive in Francia ma che a Golfo Aranci abita diversi mesi l’anno. La scorsa estate la donna ha scritto l’ennesima lettera al ministero delle Infrastrutture e al presidente della Regione segnalando il degrado avanzato del ponte. Sinora l’unico segno di vita intorno al ponte sono i lavori effettuati qualche mese fa da un’impresa incaricata dall’Autorità portuale. Si è trattato di un intervento di manutenzione straordinaria nelle parti degradate. In pratica, la messa in sicurezza di quel tratto di ponte che ricade nell’area di propria competenza. Quello e solo quello, però. Nel senso che nel resto del cavalcaferrovia al momento non sono previsti lavori. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Mulas ha già chiesto alla Regione un accordo di programma per finanziare l’abbattimento della bretella e realizzare una viabilità alternativa per il porto.

Intanto, sul cavalcaferrovia pende ancora la decisione del Tar. Il ministero delle Infrastrutture ha consegnato l’opera al Comune nonostante l’amministrazione avesse già rifiutato di prendere in consegna la parte dell’opera, ribadendo la volontà di non volersene fare carico. Da qui l’azione giudiziaria davanti al tribunale amministrativo.

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