«Corsa per le poltrone? No, le priorità sono altre»
di Angelo Mavuli
Elezioni: Vittorio Masu spiega perché “Obiettivo Comune” si è tirato indietro «La nostra visione di città del futuro è diversa, ma continueremo a lavorare»
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TEMPIO. La campagna elettorale dei tre candidati sindaci, si è arricchita ieri con un intervento di Vittorio Masu. Funzionario dell’Assl di Olbia che, sino alla notte del 5 settembre, era fra i più probabili candidati della coalizione di sinistra che si definiva allora “Obiettivo Comune” e che in una notte cambiò, oltre che il nome in “Tempio Cambia”, anche il candidato sindaco: diventato appunto Nicola Comerci.
Ora, con una lettera, Vittorio Masu spiega le ragioni dell’uscita di scena. «Con “Obiettivo Comune”, volevamo attuare un progetto che abbracciasse tutte quelle forze che non si riconoscono più in un modello politico-amministrativo che anno dopo anno sta facendo regredire irreversibilmente la nostra città. Il nostro progetto si proponeva, in primo luogo, di recuperare all’attività politico-amministrativa i cittadini ormai non più adusi al voto libero che a Tempio hanno raggiunto livelli preoccupanti. A significare la scarsa fiducia nella politica e nei suoi rappresentanti»”. Vittorio Masu racconta quanto, nei mesi trascorsi, assieme al suo folto gruppo di amici, abbia lavorato «con attenzione e passione per un progetto che fosse realmente aperto al futuro, capace di accettare le sfide dell’oggi e rilanciare Tempio verso il domani. Concetti che l’amministrazione uscente non è mai stata in grado di sviluppare».
Vittorio Masu che parla di una lista civica capace di aggregare donne e uomini oltre le appartenenze ideologiche, afferma di essersi f«ermato all’interno del suo gruppo, dopo la mancata condivisione politica, programmatica e progettuale della sua idea di governance. Coerentemente con la nostra visione di Città del Futuro e avendo cercato di dare una nuova visione di “coesione sociale e politica”, non abbiamo accolto il canto delle sirene per la corsa alle poltrone. Stiamo dimostrando che per esistere non abbiamo bisogno di candidarci. Semplicemente non abbiamo voluto partecipare alla “spartizione” del potere senza una costruzione partecipata delle vere priorità di Tempio e, soprattutto, sapendo di non poter attuare l’indispensabile coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni. Sarebbe stato l’ormai noto “teatrino” delle lotte intestine fra sindaco, assessori e consiglieri, in cui Tempio è stagnate da anni». Masu, infine, annuncia di non sciogliere le fila. «Consapevole - chiude nella lettera, che l’ordine delle cose, oggi, non possa esser mutato senza un esplicito confronto delle idee e senza una coscienza comunitaria».
Ora, con una lettera, Vittorio Masu spiega le ragioni dell’uscita di scena. «Con “Obiettivo Comune”, volevamo attuare un progetto che abbracciasse tutte quelle forze che non si riconoscono più in un modello politico-amministrativo che anno dopo anno sta facendo regredire irreversibilmente la nostra città. Il nostro progetto si proponeva, in primo luogo, di recuperare all’attività politico-amministrativa i cittadini ormai non più adusi al voto libero che a Tempio hanno raggiunto livelli preoccupanti. A significare la scarsa fiducia nella politica e nei suoi rappresentanti»”. Vittorio Masu racconta quanto, nei mesi trascorsi, assieme al suo folto gruppo di amici, abbia lavorato «con attenzione e passione per un progetto che fosse realmente aperto al futuro, capace di accettare le sfide dell’oggi e rilanciare Tempio verso il domani. Concetti che l’amministrazione uscente non è mai stata in grado di sviluppare».
Vittorio Masu che parla di una lista civica capace di aggregare donne e uomini oltre le appartenenze ideologiche, afferma di essersi f«ermato all’interno del suo gruppo, dopo la mancata condivisione politica, programmatica e progettuale della sua idea di governance. Coerentemente con la nostra visione di Città del Futuro e avendo cercato di dare una nuova visione di “coesione sociale e politica”, non abbiamo accolto il canto delle sirene per la corsa alle poltrone. Stiamo dimostrando che per esistere non abbiamo bisogno di candidarci. Semplicemente non abbiamo voluto partecipare alla “spartizione” del potere senza una costruzione partecipata delle vere priorità di Tempio e, soprattutto, sapendo di non poter attuare l’indispensabile coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni. Sarebbe stato l’ormai noto “teatrino” delle lotte intestine fra sindaco, assessori e consiglieri, in cui Tempio è stagnate da anni». Masu, infine, annuncia di non sciogliere le fila. «Consapevole - chiude nella lettera, che l’ordine delle cose, oggi, non possa esser mutato senza un esplicito confronto delle idee e senza una coscienza comunitaria».
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