Ad Arzachena dati Covid in ritardo, Ragnedda infuriato: «Qui l’Ats è assente»
Aggiornamenti dei contagi fermi da 3 settimane. Il sindaco: «Senza vaccini, visite specialistiche e pediatra»
ARZACHENA. «Il Comune si sta sostituendo all’Ats nella raccolta dati del Coronavirus». Così il sindaco Roberto Ragnedda sottolinea le sue preoccupazioni. «È dal 5 ottobre che non riceviamo più informazioni ufficiali da parte dell’azienda sanitaria regionale. Con un immaginabile ed enorme disagio per l’amministrazione comunale e gli stessi concittadini. Come sindaco non posso informare in modo preciso e dettagliato, né posso prendere eventuali provvedimenti. Comprensibili quindi le preoccupazioni degli arzachenesi che hanno il diritto di conoscere la situazione reale dei contagi da Covid-19».
Ragnedda evidenzia le difficoltà oggettive. «Stiamo facendo un lavoro immane per effettuare una ricognizione dei numeri dei casi Covid, attraverso i nostri numeri e contatti. Le comunicazioni che ci arrivano dall’Ats sono in notevole ritardo. Ribadisco: ci stiamo sostituendo all’azienda sanitaria in una situazione imbarazzante, considerata la delicatezza della questione, legata naturalmente anche ad aspetti di privacy del singolo utente». Aggiunge: «La Assl di Olbia è allo “sbaraglio” sotto questo profilo dell’aggiornamento tempestivo dei dati al Comune. Purtroppo ci sono gravissimi disservizi che vengono segnalati dagli utenti, tra questi, non riescono mai a parlare telefonicamente con gli addetti ai lavori. Disagi anche sul fronte della comunicazione degli esiti dei tamponi. Tutto questo è vergognoso. La situazione è ancora più intollerabile vista la nuova impennata della curva dei contagi in un territorio come il nostro in cui i servizi sanitari sono pressoché inesistenti. Come sindaci siamo parafulmini, abbandonati da chi i problemi dovrebbe risolverli, non crearli».
Il sindaco ricorda che da mesi l’amministrazione ha evidenziato i problemi all’Ats. «Di fatto – afferma –, siamo rimasti inascoltati. Perché la situazione ad Arzachena è ferma a quella denunciata mesi fa. Mi riferisco ai fronti dei vaccini, delle visite specialistiche, a quelle del pediatra. Manca una gestione oculata. Con fermezza mi rivolgo inoltre alle istituzioni regionali affinché trovino una soluzione immediata a tutti questi disagi. È evidente che il sistema sanitario non funziona come dovrebbe. I tempi dell’attesa sono finiti, Ats deve garantire questi servizi. Tra le segnalazioni che mi giungono ogni giorno ci sono anche quelle di diversi concittadini lasciati in balia di se stessi, sostengono di non aver ricevuto l’esito dei tamponi effettuati una decina di giorni prima. È intuibile il collasso di una comunità se si brancola nel buio. Soprattutto ora, con la nuova impennata dei contagi». Conclude Ragnedda: «Ci è mancato un partner essenziale nella sicurezza delle scuole, ovvero Ats. Vista la situazione di assoluta difficoltà non si escludono provvedimenti restrittivi a tutela della salute dei concittadini, considerata l'impossibilità di garantire da parte dell’Ats i minimi servizi sanitari. Ci vorrebbe un canale preferenziale per i casi delle scuole, mai attivato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
