Direzione marittima, il saluto di Trogu
Passaggio di consegne in Capitaneria: subentra al comando Giovanni Canu
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OLBIA. «Il giorno del mio insediamento mai mi sarei aspettato di vedere oggi, alla fine del mio mandato, il piazzale così vuoto, senza la possibilità di poter ringraziare e salutare amici e autorità che in questi anni mi hanno accompagnato e con i quali ho avuto l’onore e il piacere di collaborare». Il capitano di vascello Maurizio Trogu ha salutato ieri la Direzione marittima del nord Sardegna che ha guidato per 40 mesi, «un’esaltante avventura professionale in terra sarda», l’ha definita il comandante, in partenza per Roma per un altro importante incarico.
Sobria e condizionata dalle misure anti Covid, la cerimonia del passaggio di consegne, senza autorità, amici e parenti. Un momento comunque solenne per la Direzione marittima del Nord Sardegna a cui era presente il comandante generale delle Capitanerie di porto, l’ammiraglio Giovanni Pettorino. Il nuovo direttore marittimo che subentra a Trogu è il capitano di vascello Giovanni Canu, che arriva dal compartimento marittimo di Brindisi, toscano ma di origini sarde (il padre è algherese). Sarà lui ora a coordinare l’attività nei 947 chilometri di costa, ovvero tutta la Sardegna settentrionale, da Alghero a Cala Gonone, compresi i parchi dell’Asinara e La Maddalena e l’area marina protetta di Tavolara, di competenza della Direzione marittima.
Nel suo intervento commosso, Trogu ha fatto un bilancio dell’attività svolta evidenziando cinque particolari avvenimenti che hanno impegnato in maniere eccezionale, (anche emotivamente), gli uomini della Guardia costiera: a cominciare dal salvataggio di due naufraghi, recuperati stremati ma vivi, aggrappati a un salvagente dopo due notti e tre giorni di ricerche in mezzo al Tirreno, per proseguire con i due incidenti che hanno interessato altrettante navi della Grimaldi, una con un incendio a bordo durante la manovra di ingresso in porto, l’altra, rimasta incagliata mentre entrava al porto industriale. E ancora, il recupero della Lira abbandonata alla deriva nel Tirreno e i soccorsi ai 125 migranti dell’Alan Kurdi, fra cui 55 bambini anche in tenerissima età.
Dai soccorsi in mare all’emergenza Covid con il controllo dei porti anche durante il lockdown, gli uomini della Capitaneria non si sono mai fermati, come ha sottolineato ieri anche il comandante generale delle Capitanerie di porto, Giovanni Pettorino. (t.s.)
Sobria e condizionata dalle misure anti Covid, la cerimonia del passaggio di consegne, senza autorità, amici e parenti. Un momento comunque solenne per la Direzione marittima del Nord Sardegna a cui era presente il comandante generale delle Capitanerie di porto, l’ammiraglio Giovanni Pettorino. Il nuovo direttore marittimo che subentra a Trogu è il capitano di vascello Giovanni Canu, che arriva dal compartimento marittimo di Brindisi, toscano ma di origini sarde (il padre è algherese). Sarà lui ora a coordinare l’attività nei 947 chilometri di costa, ovvero tutta la Sardegna settentrionale, da Alghero a Cala Gonone, compresi i parchi dell’Asinara e La Maddalena e l’area marina protetta di Tavolara, di competenza della Direzione marittima.
Nel suo intervento commosso, Trogu ha fatto un bilancio dell’attività svolta evidenziando cinque particolari avvenimenti che hanno impegnato in maniere eccezionale, (anche emotivamente), gli uomini della Guardia costiera: a cominciare dal salvataggio di due naufraghi, recuperati stremati ma vivi, aggrappati a un salvagente dopo due notti e tre giorni di ricerche in mezzo al Tirreno, per proseguire con i due incidenti che hanno interessato altrettante navi della Grimaldi, una con un incendio a bordo durante la manovra di ingresso in porto, l’altra, rimasta incagliata mentre entrava al porto industriale. E ancora, il recupero della Lira abbandonata alla deriva nel Tirreno e i soccorsi ai 125 migranti dell’Alan Kurdi, fra cui 55 bambini anche in tenerissima età.
Dai soccorsi in mare all’emergenza Covid con il controllo dei porti anche durante il lockdown, gli uomini della Capitaneria non si sono mai fermati, come ha sottolineato ieri anche il comandante generale delle Capitanerie di porto, Giovanni Pettorino. (t.s.)
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