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Olbia

Tentano di strangolare una badante nuorese: aperto il processo

Tentano di strangolare una badante nuorese: aperto il processo

OLBIA. Sono accusati di aver aggredito la badante del proprietario dell’appartamento che avevano in affitto, tentando di strangolarla e colpendola con un bastone. Un litigio condominiale scoppiato a...

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OLBIA. Sono accusati di aver aggredito la badante del proprietario dell’appartamento che avevano in affitto, tentando di strangolarla e colpendola con un bastone. Un litigio condominiale scoppiato a causa dei panni stesi, sfociato nella violenza. Per i due aggressori, una coppia di nigeriani, accusati di tentato omicidio, si è aperto ora il processo davanti al collegio presieduto dal presidente del tribunale Giuseppe Magliulo.

Il fatto era accaduto a metà giugno. E da allora, la coppia si trova in carcere. Ieri mattina, marito e moglie erano presenti in aula, entrambi sono difesi dall’avvocato Francesco Sasso. La badante non si è costituita parte civile.

In manette erano finiti Nosa Emperior Johnson e la moglie Patience Michael Benson. I due avevano in affitto una mansarda in via Veronese, nella stessa palazzina nella quale vivono anche il proprietario dell’immobile, un uomo di 79 anni, e la sua badante nuorese di 43 anni. A scatenare il litigio tra le due donne, i panni stesi da parte dell’affittuaria. Presto degenerata in aggressione: la donna avrebbe strattonato con violenza e gettato a terra la badante, prendendola a schiaffi. A darle man forte sarebbe, poi, arrivato il marito che, secondo l’accusa, l’avrebbe colpita in testa col manico di legno di una pala trovata in giardino. La nigeriana le sarebbe poi salita sopra, cercando di strangolarla. In difesa della badante erano arrivati l’anziano e un amico che era andato a trovarlo. Johnson avrebbe brandito il bastone anche contro di loro, ma i due erano riusciti a bloccarlo e a disarmarlo, mentre la badante era a terra e aveva perso i sensi. I carabinieri, allertati da una chiamata al 112, avevano arrestato la coppia e sequestrato il bastone, mentre la 43enne era stata trasportata al pronto soccorso dove i medici avevano rilevato varie contusioni alla testa ed evidenti segni di strangolamento.

Questa la ricostruzione fatta dagli inquirenti – in aula il pubblico ministero Luciano Tarditi – da cui i due imputati dovranno ora difendersi nel corso del processo. (t.s.)

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