Gli istruttori di palestre e piscine: la chiusura è stata un disastro
TEMPIO. «Gli ultimi provvedimenti governativi, oltre alla perdita sociale dei valori insiti nello sport e nelle espressioni artistiche, come la danza, il nuoto e l’atletica, hanno chiuso di fatto...
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TEMPIO. «Gli ultimi provvedimenti governativi, oltre alla perdita sociale dei valori insiti nello sport e nelle espressioni artistiche, come la danza, il nuoto e l’atletica, hanno chiuso di fatto anche ulteriori sbocchi lavorativi». A affermarlo, in città, sono diversi istruttori, istruttrici e conduttori di palestre, ormai impossibilitati a lavorare e per i quali, con sempre maggiore preoccupazione, si stanno prospettando danni economici e sociali che sarà difficile sanare. «Per adesso - si legge in un loro amaro comunicato congiunto -, si chiude, e basta». Tempio, sino a qualche tempo fa, poteva contare su un discreto numero di palestre pubbliche e private e su laboratori artistici altamente formativi. In tutto una decina che hanno sempre contribuito, oltre al miglioramento della salute, anche alla crescita, sociale formativa, educativa e culturale di numerosissimi bambini e bambine anche di tenera età. «E' un disastro - dice Daniela Tamponi, maestra di danza da oltre 15 anni, coordinatrice della scuola Moviment'Arti e dell'Officina dei Ragazzi -. Nonostante avessimo messo le scuole in sicurezza, con ogni accorgimento per garantire le misure di prevenzione, racconta, ci vediamo costretti a spegnere le luci della nostra attività. Oltre cinquanta gli allievi di età diverse, i cui genitori, legittimamente, chiedono che i loro figli proseguano nell’attività. Purtroppo però siamo impotenti e non possiamo far altro che attendere. Da qualche giorno a questa parte - afferma la maestra Tamponi -, simbolicamente, svolgiamo attività all'aperto per qualche ora. Logicamente non è ammissibile però che si continui così. La danza classica, il suo insegnamento e la stagione richiedono locali al chiuso. Nella stessa situazione di difficoltà si trova anche la piscina comunale, con oltre trecento praticanti, grandi e piccoli fra cui anche disabili». (a.m.)
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