MATER OLBIA
Salgono a 22 i posti letto Covid da ieri al lavoro due medici in più
OLBIA. Da 14 a 22: sono aumentati al Mater Olbia, come annunciato nei giorni scorsi, i posti letto dedicati ai pazienti Covid-19. Quattordici in degenza ordinaria e 8 in terapia sub intensiva (presto...
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OLBIA. Da 14 a 22: sono aumentati al Mater Olbia, come annunciato nei giorni scorsi, i posti letto dedicati ai pazienti Covid-19. Quattordici in degenza ordinaria e 8 in terapia sub intensiva (presto diventeranno 28). La direzione sanitaria lo ha comunicato ieri all’Ats e alla Regione con una nota firmata da Franco Meloni, consulente per la governance e direttore sanitario dell’ospedale di eccellenza.
Tutti i posti letto Covid (a pressione negativa) sono ospitati in un blocco blindato e isolato e i pazienti sono assistiti da personale che opera esclusivamente in questo settore. Un’équipe che si è arricchita di due nuovi medici, uno inviato dall’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari e uno assunto dal Mater Olbia.
Grazie a queste procedure, non si arrestano quindi le ordinarie attività diagnostiche e l’assistenza ospedaliera a favore di tutti i pazienti non Covid e non vengono nemmeno sospesi i nuovi ricoveri, in costante e prudente equilibrio tra la necessità di soddisfare la domanda di prestazioni sanitare “ordinarie” e la sicurezza di sanitari e pazienti nella delicata organizzazione e gestione delle aree destinate ai malati Covid.
Tutti i posti letto Covid (a pressione negativa) sono ospitati in un blocco blindato e isolato e i pazienti sono assistiti da personale che opera esclusivamente in questo settore. Un’équipe che si è arricchita di due nuovi medici, uno inviato dall’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari e uno assunto dal Mater Olbia.
Grazie a queste procedure, non si arrestano quindi le ordinarie attività diagnostiche e l’assistenza ospedaliera a favore di tutti i pazienti non Covid e non vengono nemmeno sospesi i nuovi ricoveri, in costante e prudente equilibrio tra la necessità di soddisfare la domanda di prestazioni sanitare “ordinarie” e la sicurezza di sanitari e pazienti nella delicata organizzazione e gestione delle aree destinate ai malati Covid.
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