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Olbia

I lavoratori Sittel da tre mesi senza stipendio

I lavoratori Sittel da tre mesi senza stipendio

In crisi l’azienda di telecomunicazioni. La Cgil: dichiarato lo stato d’agitazione e un sit di protesta

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OLBIA. Tre mesi senza stipendio, i lavoratori della Sittel sono sul piede di guerra. Già dichiarato lo stato di agitazione e ora sono a rischio le linee internet della Gallura. Per due ore, dalle 8 alle 10, i dipendenti sardi della società hanno scioperato nelle loro sedi: 31 a Olbia e 4 a Cagliari.

È la seconda volta nel corso del 2020 che i dipendenti dell’azienda erede dell’Alcatel denunciano il mancato pagamento degli stipendi. Lo avevano dovuto fare anche lo scorso luglio e da allora evidentemente la situazione non è cambiata.

Le prestazioni dei lavoratori della Sittel sono fondamentali per la tenuta dell’economia della Gallura: garantiscono il funzionamento dei collegamenti Internet delle aziende e delle famiglie. Nata dalle ceneri di Alcatel, Sittel gestisce in regime d’appalto i servizi di Tim e Open Fiber. Nel concreto, per installare la fibra a casa o nella propria azienda c’è bisogno dei tecnici della Sittel e la stessa cosa vale per le manutenzioni e per la riparazione dei guasti. Un servizio che rischia di venire meno in un momento in cui – in tempi di lockdown per l’emergenza sanitaria – i collegamenti sono ancora più essenziali per la vita quotidiana. «I lavoratori spesso devono far fronte con i loro mezzi privati a carenze gestionali ed economiche alle quali dovrebbe far fronte l’azienda – denuncia Anna Mannoni, segretaria regionale Slc Cgil e coordinatrice territoriale Sassari e Olbia –. Nonostante siano in credito di tre mensilità, si applicano giornalmente a svolgere nel modo migliore le proprie mansioni, spesso anticipando di tasca propria spese per strumenti di lavoro e mezzi di trasporto; in alcuni casi anche per il carburante. Tutto questo denota il grande senso di responsabilità dei lavoratori. Lo stesso non si può dire dell’azienda, che riversa tutta la sua scarsa organizzazione sui propri dipendenti». La Slc Cgil sarda chiede che la vertenza, in quanto strategica perché tocca la telecomunicazioni, veda coinvolte tutte le istituzioni e in particolare il ministero del Lavoro a garanzia e tutela di accordi che favoriscano il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, la loro professionalità e il loro ruolo fondamentale per l’economia e la società.



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