Pesta a sangue la moglie: arrestato marito violento
di Angelo Mavuli
Donna di un paese della Gallura costiera salvata dai carabinieri di Tempio. Setto nasale fratturato. I militari sono intervenuti su segnalazione dei vicini
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Un 44enne, sposato e residente in un centro della Gallura costiera, è stato arrestato in flagranza di reato, dai carabinieri della stazione di Tempio. I militari lo hanno sorpreso a picchiare selvaggiamente la moglie alla quale aveva già provocato, con le sue botte, oltre a diverse contusioni, anche la frattura delle ossa nasali. Stando alle prime indagini i carabinieri sono intervenuti in seguito a una telefonata che li informava di una violenta lite, in corso fra un uomo e una donna all’interno dell’abitazione. Giunti immediatamente sul posto i militari hanno sentito dall’esterno una voce femminile che si lamentava e chiedeva aiuto. Circostanza questa che iha indotto i militari ad irrompere senza indugi all’interno dell’abitazione.
Una volta dentro casa sono riusciti ad appurare che l’uomo con le sue botte aveva provocato alla donna, come certificato dai medici che l’hanno visitata, “policontusioni in diverse parti del corpo e la frattura delle ossa nasali”.
L’uomo è stato arrestato e tradotto agli arresti domiciliari in luogo non meglio specificato, in attesa dell’udienza di convalida che si dovrebbe tenere nella giornata odierna. Il fatto ha destato ovviamente molto clamore in tutta la Gallura.
Sull’episodio è intervenuta anche Patrizia Desole, responsabile del Centro Antiviolenza di Olbia, che segue con molta attenzione l’intera Gallura. «É essenziale – commenta Desole – non lasciare inascoltate le richieste di aiuto delle donne. In questo caso, come si apprende dai carabinieri, è stata di fondamentale importanza la tempestiva segnalazione al 112 da parte di terze persone. Questo ci fa capire che il lavoro di sensibilizzazione fatto in questi anni inizia a dare i suoi frutti. Rimane comunque ancora tanta strada da fare, affinché la violenza non venga più percepita come un episodio privato, convinzione di una società patriarcale, ma come una vicenda che riguarda tutta la collettività. Quello della violenza sulle donne, purtroppo, è ancora un fenomeno altamente diffuso». «Durante il lockdown – ricorda Desole – la convivenza forzata ha reso ancora più difficile persino chiedere aiuto. Stato di fatto che ha spinto i Centri antiviolenza ad attivare nuovi metodi di supporto e ascolto». I dati del 2019 e del 2020 danno l'idea della gravità del fenomeno. « Nel 2019 tra Olbia e Oristano sono state accolte 418 richieste di aiuto – conclude –. Nel 2020, fino al mese di maggio, nel solo Centro di Olbia, sono state accolte 108 donne».
Una volta dentro casa sono riusciti ad appurare che l’uomo con le sue botte aveva provocato alla donna, come certificato dai medici che l’hanno visitata, “policontusioni in diverse parti del corpo e la frattura delle ossa nasali”.
L’uomo è stato arrestato e tradotto agli arresti domiciliari in luogo non meglio specificato, in attesa dell’udienza di convalida che si dovrebbe tenere nella giornata odierna. Il fatto ha destato ovviamente molto clamore in tutta la Gallura.
Sull’episodio è intervenuta anche Patrizia Desole, responsabile del Centro Antiviolenza di Olbia, che segue con molta attenzione l’intera Gallura. «É essenziale – commenta Desole – non lasciare inascoltate le richieste di aiuto delle donne. In questo caso, come si apprende dai carabinieri, è stata di fondamentale importanza la tempestiva segnalazione al 112 da parte di terze persone. Questo ci fa capire che il lavoro di sensibilizzazione fatto in questi anni inizia a dare i suoi frutti. Rimane comunque ancora tanta strada da fare, affinché la violenza non venga più percepita come un episodio privato, convinzione di una società patriarcale, ma come una vicenda che riguarda tutta la collettività. Quello della violenza sulle donne, purtroppo, è ancora un fenomeno altamente diffuso». «Durante il lockdown – ricorda Desole – la convivenza forzata ha reso ancora più difficile persino chiedere aiuto. Stato di fatto che ha spinto i Centri antiviolenza ad attivare nuovi metodi di supporto e ascolto». I dati del 2019 e del 2020 danno l'idea della gravità del fenomeno. « Nel 2019 tra Olbia e Oristano sono state accolte 418 richieste di aiuto – conclude –. Nel 2020, fino al mese di maggio, nel solo Centro di Olbia, sono state accolte 108 donne».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
