Il porto sfida la crisi cinquanta milioni per dragare i fondali

Massimo Deiana, presidente dell’Authority: lavori necessari  Il progetto è già avviato nonostante l’emergenza sanitaria

OLBIA. Cinquanta milioni di euro per i dragaggi del porto. L’Isola Bianca guarda nonostante la tempesta Covid abbia privato il porto di Olbia di circa un milione di passeggeri, intaccando con quasi 5 milioni di perdite il tesoretto di 10 milioni di euro che ogni anno l’Authority incassa per lo sbarco dei passeggeri. Novità per l’Isola Bianca illustrate da Massimo Deiana, presidente dell’Autorità portuale della Sardegna.

Dragaggi dei fondali. «I dragaggi nel porto di Olbia rappresentano la condizione necessaria per il mantenimento dei traffici commerciali e crocieristici. Allo stesso tempo sono indispensabili per garantire una migliore salute del golfo. Attualmente stiamo procedendo con l’indizione di gara per ulteriori campionamenti e con la valutazione delle offerte per l’individuazione del progettista dell’intera opera di escavo. Il costo complessivo, finanziato dall’ente, sarà di circa 50 milioni di euro – spiega Deiana –. A metà settembre, con il supporto dell’Ispra, massima autorità in materia ambientale, abbiamo organizzato un incontro preliminare con enti e soggetti interessati nel procedimento per spiegare ciò che abbiamo finora fatto e che faremo nei prossimi mesi: prelievi, studi e simulazioni sulle correnti marine che ci consentono di prevedere in tempo reale lo spargimento dei detriti e analisi della qualità delle acque».

Gli altri cantieri. «Abbiamo avviato un intervento dal costo di 380mila euro sul sistema di illuminazione del porto, che verrà reso più efficiente e potenziato; allo stesso tempo, interveniamo per la separazione degli impianti della stazione marittima da quelli della torre Enti di Stato che attualmente ospita gli uffici dei servizi tecnico nautici, della Capitaneria e dell’Authoroty, per circa 207 mila euro.

Servizi portuali e Sinergest. «Non entro nel merito delle scelte societarie della Sinergest, che ha deciso autonomamente di autoescludersi presentando un project financing fuori dai tempi previsti dal bando e non allineato ai parametri da noi individuati. Non avendo ricevuto integrazioni sulle criticità evidenziate, abbiamo proceduto a respingere il progetto. L’attuale assetto dei servizi è determinato da regolari gare d’appalto nelle quali, ovviamente, si vince, si perde o si fa ricorso e nel merito delle quali non entro. La filosofia che ha generato la call per la gestione della stazione marittima e delle relative aree scoperte, compresi i servizi attualmente affidati con la gara d’appalto in tre lotti, rimane comunque valida. Siamo pronti in qualsiasi momento a ricevere proposte di concessione e gestione, purché orientate ad un miglioramento qualitativo del servizio. Incameriamo direttamente i diritti passeggeri che, al netto della crisi Covid, si aggirano annualmente intorno a 10 milioni di euro, più i canoni, pari a circa 157 mila euro, dai concessionari presenti nella stazione marittima che, rispetto al passato, hanno tutti riconfermato la loro presenza. Le uscite per i servizi sono, invece, pari a circa 2 milioni di euro all’anno».

Comitato portuale. «I rapporti, nonostante le fisiologiche differenze di vedute, sono e restano continui e corretti, come deve essere fra istituzioni. Il comitato di gestione, però, rimane ancora privo della rappresentanza del Comune olbiese e questo sicuramente dispiace, perché molte delle tensioni che ci sono state in passato potevano essere benissimo affrontate e risolte rapidamente nella sede istituzionalmente competente».

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