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Olbia

Bingo, ultima scommessa: chiusura e futuro a rischio

di Giandomenico Mele
Bingo, ultima scommessa: chiusura e futuro a rischio

La grande sala giochi si era appena trasferita da via Acquedotto a via D’Annunzio Il gestore Maurizio D’Ambra: «Investimenti e locali nuovi, ma nessun rimborso» 

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OLBIA. La scommessa questa volta è rimanere in vita. Anche il Bingo di Olbia è finito all’interno delle chiusure previste dall’ultimo dpcm del Governo. Le distinzioni di colore non incidono, dal momento che almeno fino al 3 dicembre sale gioco e scommesse devono tenere le porte chiuse. Una prova durissima per un’attività ormai storica per Olbia, che aveva già fatto importanti investimenti per trasferire i locali dal vecchio edificio di via Acquedotto alla nuova sede di via D’Annunzio. Allora c’erano le severe norme contro la ludopatia tra i giovani, che ne impedivano la collocazione a brevissima distanza dalle scuole. Ora il Covid.

La crisi. «Attualmente sappiamo che rimarremo chiusi fino al 3 dicembre, abbiamo dovuto mettere i nostri 18 dipendenti in cassa integrazione – spiega Maurizio D’Ambra, responsabile organizzativo della sala Bingo di Olbia –. La situazione è difficile, noi avevamo fatto anche degli investimenti per adeguare i nostri locali alle norme di sicurezza anti Covid, ma abbiamo subito l’ulteriore beffa che la nostra attività non è rientrata nei codici Ateco per avere i rimborsi. Prima le restrizioni, poi la chiusura. Le spese sostenute in questo momento pesano doppio».

Taglio degli ingressi. La società Bingo Gallura srl, titolare dell’attività di Olbia, aveva ridotto gli ingressi da 240 persone a un massimo di 110. Fino alle nuove disposizioni del Governo. «Ora siamo a zero, abbiamo perso gran parte del nostro fatturato – sottolinea D’Ambra –. Nel primo lockdown abbiamo dovuto rinunciare a circa 150 mila euro di fatturato. D’estate, nonostante l’apertura, c’è stato un calo del 30%. In questo momento, con la struttura chiusa, perdiamo circa 100 mila euro al mese. Sul futuro non abbiamo certezze. Credo si stia usando un metodo sbagliato, facendo pagare a tutti, socialmente ed economicamente, un’emergenza sanitaria che avrebbe richiesto di mettere al sicuro soprattutto gli anziani».

Attività a rischio. La paura è che le chiusure, se i numeri non mostreranno un calo nella diffusione del virus, possano protrarsi anche per i prossimi mesi. «La nostra attività è a rischio, la proprietà sta facendo grandi sforzi per non farci chiudere – ripete D’Ambra –. Resta la speranza di riaprire al più presto per cercare di recuperare una parte del fatturato andato perso». Il Bingo di via Acquedotto da qualche mese aveva completato il trasferimento dallo stabile che occupava fin dall’apertura, nel 2002, per andare nei nuovi locali di via D’Annunzio, di fianco al Centro Martini. Un trasloco che ha incrociato motivazioni di mercato con esigenze legate alla lotta alla ludopatia giovanile. Il Bingo, infatti, si trovava a pochi metri dall’istituto Panedda. Poche centinaia di metri più in là ci sono anche il liceo classico e lo scientifico. La proprietà della Bingo Gallura srl, che ha rilevato la titolarità della licenza nel 2015 dai precedenti proprietari e ha in essere una concessione con i Monopoli di Stato, aveva quindi scelto un locale che si trovasse a più di 500 metri dalle scuole. Investimenti e nuovi locali che promettevano un radioso futuro. Prima che il Covid trasformasse anche il gioco in una scommessa persa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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