Olbia, un team di professionisti all’Ats: «Aggiorniamo gratis i dati Covid»
Serena Lullia
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OLBIA. I tempi alla moviola con cui i sindaci ricevono gli aggiornamenti sui contagi da Covid-19 sono una costante dall’inizio della pandemia. I ritardi nella comunicazione emersi nella prima fase dell’emergenza non sono stati risolti nell’attesa della preventivata seconda ondata. Il personale tecnico dell’Ats che deve caricare i risultati dei tamponi in via telematica non è stato potenziato. Ecco perché gli aggiornamenti ai sindaci arrivano dopo diverse settimane e i primi cittadini, a causa dei ritardi, non riescono a dare una corretta informazione alle comunità. Per svolgere questa operazione non servono medici, non è necessario avere competenza sanitarie, solo digitali. Motivo per il quale il capogruppo di opposizione, Rino Piccinnu, che di professione fa il commercialista, lancia una proposta di mutuo soccorso. Insieme ad altri commercialisti e ad altri professionisti olbiesi, si mette a disposizione gratuitamente per caricare i dati di aggiornamento. «La nostra non è una proposta provocatoria, ma concreta e fattibile – spiega il capogruppo Piccinnu –. Non servono competenze mediche per caricare su pc i dati sugli esiti dei tamponi. Solo conoscenze telematiche di base. Io e ad altri miei colleghi, come altri professionisti della città ci mettiamo a disposizione gratuitamente per fare questa operazione. Non possiamo più permetterci di avere aggiornamenti sui contagi dopo due o tre settimane. C’è un problema gravissimo nella gestione sanitaria di questa pandemia. Ma in emergenza si devono anche prendere decisioni per compensare certe mancanze. Noi siamo a disposizione per aiutare l’Ats da subito, con diversi turni durante il giorno».
Piccinnu in questo quadro di emergenza cita poi uno dei tanti episodi che confermano come il sistema sanitario gallurese, con gli attuali numeri del personale, sia in tilt. «Un alunno di una classe in cui sono state sospese le lezioni aspetta da 15 giorni di conoscere l’esito del tampone – racconta Piccinnu –. Il resto della classe lo ha ricevuto. La madre disperata da giorni chiama al telefono e manda mail. Nessuna risposta. Io stesso ho fatto quei numeri e nessuno mi ha risposto. Il bambino ha anche la febbre. Il pediatra non può andare a casa a visitarlo. Non si possono abbandonare così le famiglie».
Piccinnu in questo quadro di emergenza cita poi uno dei tanti episodi che confermano come il sistema sanitario gallurese, con gli attuali numeri del personale, sia in tilt. «Un alunno di una classe in cui sono state sospese le lezioni aspetta da 15 giorni di conoscere l’esito del tampone – racconta Piccinnu –. Il resto della classe lo ha ricevuto. La madre disperata da giorni chiama al telefono e manda mail. Nessuna risposta. Io stesso ho fatto quei numeri e nessuno mi ha risposto. Il bambino ha anche la febbre. Il pediatra non può andare a casa a visitarlo. Non si possono abbandonare così le famiglie».
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