Olbia, l’Università riparte dal centro
di Marco Bittau
Pronti al via i cantieri in vista del trasferimento nel palazzo Giordo, all’Expo e al Sep in via dei Lidi
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OLBIA. Ruspe e transenne preludio al maxi cantiere per lo storico trasferimento del Polo universitario di Olbia dal terminal dell’aeroporto Costa Smeralda al centro città. Dopo la firma dell’accordo di programma Regione-Comune-Provincia e la delibera della giunta che destina 6.5 milioni di euro alla ristrutturazione degli immobili, adesso si attende il via ai cantieri che daranno testa e gambe al grande progetto UniOlbia. Covid permettendo, naturalmente, perché gli sviluppi imprevedibili della pandemia potrebbero condizionare (come hanno fatto sinora) l’agenda dei lavori.
Il progetto. Tre gli immobili strategici individuati per ospitare la sede e le attività dell’ateneo. Il palazzo Giordo nel corso Umberto, acquistato dal Comune di Olbia e in attesa di ristrutturazione; il palazzo dell’Olbia Expò in via Porto Romano dove l’amministrazione comunale ha già trasferito o messo alla porta le attività preesistenti (la Scuola civica di musica e il ristorante che si trova nella corte interna dell’edificio); il complesso ex Sep (Società escavazione porti) in via dei Lidi che ospiterà l’Università del mare e dove le ruspe sono già a lavoro.
Il palazzo Giordo. L’opera più impegnativa è sicuramente la ristrutturazione del palazzo Giordo che un tempo nel Corso ospitava la Standa e i magazzini Oviesse. Qui si trasferiranno le attività didattiche ma anche la cabina di regia del Polo universitario, cioè la sede del consorzio UniOlbia di cui fanno parte l’Università di Sassari, il Comune di Olbia, la Geasar, l’Area marina protetta di Tavolara, il consorzio industriale Cipnes, l’Istituto Euromediterraneo e l’Aspo.
L’Olbia Expo. Anche l’Expo di via Porto Romano diventerà sede universitaria, con la sala conferenze che sino a ieri ospitava convegni e concerti della Scuola civica di musica, ma che adesso sarà trasformata in aula magna. Lo stesso palazzo ospiterà anche gli uffici amministrativi.
Il complesso ex Sep. Infine, c’è il vasto complesso ex Sep in fondo a via Dei Lidi, affacciato sul mare proprio sotto la sopraelevata nord. Qui nascerà l’Università del mare e si potrà frequentare un corso di laurea specialistico in Scienze della natura e del territorio in sinergia con l’Area marina protetta di Tavolara. Si aggiungerà ai due corsi di laurea già esistenti, uno triennale e uno magistrale, in economia e management del turismo. L’Università del mare nell’area Sep nasce dalle ceneri di un progetto già avviato dall’Autorità portuale di Olbia allora guidata dal presidente Paolo Piro, che per primo aveva avviato la bonifica dell’area e la ristrutturazione dei fabbricati. Adesso tutta l’area sarà sottoposta a un ampio progetto di restyling già approvato in conferenza di servizi. Firmato il contratto, le ruspe sono già al lavoro e, Covid permettendo, potrebbe essere proprio questo il primo tassello del progetto”Università in centro” ad arrivare in porto.
L’Agenda urbana. L’accordo di programma firmato nei giorni scorsi dalla Regione, dal Comune e dalla Provincia ha inserito il programma UniOlbia (con il finanziamento di 6.5 milioni di euro che lo sostiene) nell’Agenda urbana delle politiche di sviluppo territorializzate che individua in Cagliari, Sassari e Olbia le tre principali aree urbane cui sono prioritariamente destinati gli interventi di sviluppo sostenibile. Si tratta dell’insieme di interventi rivolti contemporaneamente ad accrescere l’inclusione sociale e a modernizzare il tessuto urbano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il progetto. Tre gli immobili strategici individuati per ospitare la sede e le attività dell’ateneo. Il palazzo Giordo nel corso Umberto, acquistato dal Comune di Olbia e in attesa di ristrutturazione; il palazzo dell’Olbia Expò in via Porto Romano dove l’amministrazione comunale ha già trasferito o messo alla porta le attività preesistenti (la Scuola civica di musica e il ristorante che si trova nella corte interna dell’edificio); il complesso ex Sep (Società escavazione porti) in via dei Lidi che ospiterà l’Università del mare e dove le ruspe sono già a lavoro.
Il palazzo Giordo. L’opera più impegnativa è sicuramente la ristrutturazione del palazzo Giordo che un tempo nel Corso ospitava la Standa e i magazzini Oviesse. Qui si trasferiranno le attività didattiche ma anche la cabina di regia del Polo universitario, cioè la sede del consorzio UniOlbia di cui fanno parte l’Università di Sassari, il Comune di Olbia, la Geasar, l’Area marina protetta di Tavolara, il consorzio industriale Cipnes, l’Istituto Euromediterraneo e l’Aspo.
L’Olbia Expo. Anche l’Expo di via Porto Romano diventerà sede universitaria, con la sala conferenze che sino a ieri ospitava convegni e concerti della Scuola civica di musica, ma che adesso sarà trasformata in aula magna. Lo stesso palazzo ospiterà anche gli uffici amministrativi.
Il complesso ex Sep. Infine, c’è il vasto complesso ex Sep in fondo a via Dei Lidi, affacciato sul mare proprio sotto la sopraelevata nord. Qui nascerà l’Università del mare e si potrà frequentare un corso di laurea specialistico in Scienze della natura e del territorio in sinergia con l’Area marina protetta di Tavolara. Si aggiungerà ai due corsi di laurea già esistenti, uno triennale e uno magistrale, in economia e management del turismo. L’Università del mare nell’area Sep nasce dalle ceneri di un progetto già avviato dall’Autorità portuale di Olbia allora guidata dal presidente Paolo Piro, che per primo aveva avviato la bonifica dell’area e la ristrutturazione dei fabbricati. Adesso tutta l’area sarà sottoposta a un ampio progetto di restyling già approvato in conferenza di servizi. Firmato il contratto, le ruspe sono già al lavoro e, Covid permettendo, potrebbe essere proprio questo il primo tassello del progetto”Università in centro” ad arrivare in porto.
L’Agenda urbana. L’accordo di programma firmato nei giorni scorsi dalla Regione, dal Comune e dalla Provincia ha inserito il programma UniOlbia (con il finanziamento di 6.5 milioni di euro che lo sostiene) nell’Agenda urbana delle politiche di sviluppo territorializzate che individua in Cagliari, Sassari e Olbia le tre principali aree urbane cui sono prioritariamente destinati gli interventi di sviluppo sostenibile. Si tratta dell’insieme di interventi rivolti contemporaneamente ad accrescere l’inclusione sociale e a modernizzare il tessuto urbano.
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