Covid, 44 positivi in più Scuole chiuse fino al 24
Arzachena, il sindaco estende il divieto di attività didattica in presenza «Abbiamo 81 casi complessivi, la situazione è seria: serve responsabilità»
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ARZACHENA. «La scorsa estate – dice Roberto Ragnedda – abbiamo avuto numeri importanti di persone positive al Covid-19. Ma, per lo più, erano turisti, gente di fuori. Ora non è così: siamo di fronte a una crescita esponenziale dei casi e sono tutte famiglie arzachenesi». Il sindaco di Arzachena è preoccupato. I dati sui casi di positività al virus che gli sono stati scodellati sulla scrivania di palazzo Ruzittu non lasciano dubbi: i contagi hanno cominciato a correre. «Attualmente – spiega – i contagiati dal Covid sono 81. Sono 44 in più rispetto alla scorsa settimana. Sono numeri che ottieniamo incrociando quelli che ci vengono forniti dall’Ats e le autosegnalazioni dei cittadini che sanno di essere positivi al virus».
Per tutti i contagiati, manco a dirlo, è stata disposta la misura della quarantena con sorveglianza attiva insieme ai soggetti con cui hanno avuto stretti contatti. Ma non è sufficiente, spiega il sindaco: poiché la situazione è incompatibile con l’attività scolastica in presenza scatta l’estensione del blocco in atto, con la proroga della recente ordinanza di chiusura.
«Sono sospese – chiarisce Ragnedda – le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado per ulteriori due settimane, dal 11 al 24 novembre 2020, salvo ulteriori disposizioni in considerazione dell’andamento della curva epidemiologica del Covid-19. Chiudere le scuole non è bello ma ci siamo confrontati con specialisti e con l’Ats e non è possibile fare diversamente: la situazione è molto seria». Nello stesso arco di tempo, oltre alle scuole resteranno chiusi anche i parchi giochi.
Il Comune – attraverso un comunicato – assicura sempre «massima trasparenza nell’informazione sulla situazione sanitaria locale e attiva i protocolli di sicurezza dietro il coordinamento del Coc (Centro operativo comunale) per la gestione delle attività relative alla consegna di pasti, dei medicinali, al ritiro dei rifiuti, all'assistenza telefonica, assicurando la massima riservatezza in ogni situazione».
Roberto Ragnedda, con il comunicato e con un breve video pubblicato nel suo profilo Facebook, ricorda agli arzachenesi e ai visitatori l’obbligo di rispettare le misure di prevenzione del contagio, quindi: utilizzo della mascherina a protezione delle vie aeree, distanziamento tra le persone nei luoghi pubblici e nei locali, divieto di assembramento, costante igiene delle mani, divieto di spostamenti dalle ore 22 alle ore 5 del mattino a eccezione di casi di necessità, lavoro, salute da giustificare con autocertificazione.
Ma il sindaco va anche oltre le previsioni del Dpcm e si appella al buonsenso e alla responsabilità dei cittadini: «Bisogna evitare le uscite non essenziali, anche negli orari in cui sono possibili. La situazione in Sardegna è delicata e la collaborazione di ogni singolo cittadino è fondamentale per bloccare la circolazione del virus ed evitare possibili ulteriori restrizioni». (w.b.)
Per tutti i contagiati, manco a dirlo, è stata disposta la misura della quarantena con sorveglianza attiva insieme ai soggetti con cui hanno avuto stretti contatti. Ma non è sufficiente, spiega il sindaco: poiché la situazione è incompatibile con l’attività scolastica in presenza scatta l’estensione del blocco in atto, con la proroga della recente ordinanza di chiusura.
«Sono sospese – chiarisce Ragnedda – le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado per ulteriori due settimane, dal 11 al 24 novembre 2020, salvo ulteriori disposizioni in considerazione dell’andamento della curva epidemiologica del Covid-19. Chiudere le scuole non è bello ma ci siamo confrontati con specialisti e con l’Ats e non è possibile fare diversamente: la situazione è molto seria». Nello stesso arco di tempo, oltre alle scuole resteranno chiusi anche i parchi giochi.
Il Comune – attraverso un comunicato – assicura sempre «massima trasparenza nell’informazione sulla situazione sanitaria locale e attiva i protocolli di sicurezza dietro il coordinamento del Coc (Centro operativo comunale) per la gestione delle attività relative alla consegna di pasti, dei medicinali, al ritiro dei rifiuti, all'assistenza telefonica, assicurando la massima riservatezza in ogni situazione».
Roberto Ragnedda, con il comunicato e con un breve video pubblicato nel suo profilo Facebook, ricorda agli arzachenesi e ai visitatori l’obbligo di rispettare le misure di prevenzione del contagio, quindi: utilizzo della mascherina a protezione delle vie aeree, distanziamento tra le persone nei luoghi pubblici e nei locali, divieto di assembramento, costante igiene delle mani, divieto di spostamenti dalle ore 22 alle ore 5 del mattino a eccezione di casi di necessità, lavoro, salute da giustificare con autocertificazione.
Ma il sindaco va anche oltre le previsioni del Dpcm e si appella al buonsenso e alla responsabilità dei cittadini: «Bisogna evitare le uscite non essenziali, anche negli orari in cui sono possibili. La situazione in Sardegna è delicata e la collaborazione di ogni singolo cittadino è fondamentale per bloccare la circolazione del virus ed evitare possibili ulteriori restrizioni». (w.b.)
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