La Nuova Sardegna

Olbia

«Orario continuato nei negozi»

di Dario Budroni
«Orario continuato nei negozi»

Ambrosio (Confcommercio): con la chiusura anticipata, la gente esce prima e bisogna adeguarsi

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OLBIA. Sono i locali a dettare la linea. Hanno anticipato l’orario dell’aperitivo e hanno inventato nuove formule per far fronte alla chiusura serale anti-pandemia imposta dal Governo. Per questo i titolari dei negozi dovrebbero agire di conseguenza, puntando magari sull’orario continuato per intercettare i potenziali clienti che nelle ore centrali della giornata escono di casa per andare al bar o al ristorante. La linea della Confcommercio è adesso questa. Si tratta di un invito, di una nuova proposta di cui anche a Olbia, e in particolare nel centro storico, si sta cominciando a discutere. «Sì – spiega il presidente Pasquale Ambrosio – la linea è quella dell’orario continuato, che chiaramente non diventa obbligatorio. È un’indicazione. Pensiamo però che in questo modo, in un periodo molto difficile, si riuscirà a lavorare un po’ di più» .

Orario continuato. In città i gestori di molti locali si sono rimboccati le maniche e hanno studiato nuove strategie per non rischiare di perdere anche il poco che è rimasto. Nei bar del centro si propongono per esempio gli aperitivi diurni, con tanto di musica e karaoke nel weekend. «I locali chiudono alle 18 e da quell’ora in poi, in giro, c’è davvero pochissima gente – dice Ambrosio – C’è molta responsabilità. I titolari dei negozi dovrebbero adeguarsi al nuovo contesto. È soprattutto il bar che detta la linea, per esempio con l’aperitivo. La gente ormai esce prima e nei locali ci va alle 16 o alle 17 e non più alle 19. Si potrebbe quindi puntare sull’orario continuato e magari tenere aperto fino alle 19, così resterà comunque il tempo di andare in negozio anche dopo la chiusura dei bar». Insomma, l’obiettivo è non far trovare le porte sbarrate a chi ha anticipato le sue uscite, anche per arginare la fuga verso i centri commerciali. L’orario continuato nel centro storico era stato proposto già due anni fa, senza troppe adesioni. «Ai tempi il contesto era differente, adesso è cambiato tutto» sottolinea Ambrosio. Così la Confcommercio si fa portatrice di una nuova proposta. Resta per ora congelata, invece, ogni attività del consorzio dei commercianti IoCentro, che con tutta probabilità tornerà a operare a gennaio. Ancora troppo fresco il dolore per la scomparsa del presidente Gianni Ponsanu, morto a settembre all’età di 58 anni.

Bisogno di aiuto. I commercianti, dunque, potrebbero decidere di adottare l’orario continuato. Ma di certo non basterà questa soluzione per fronteggiare una crisi che, per via dell’emergenza sanitaria, va vanti ormai da troppo tempo. «Va bene tutto, ma qui il problema più grande è quello legato ai ristori – spiega Pasquale Ambrosio – I locali chiudono prima e anche i negozi lavorano meno. È l’intera filiera a risentirne. Noi ci siamo presi i nostri impegni e le nostre responsabilità. Continueremo a farlo, ma serve uno sforzo maggiore da parte dello Stato. Abbiamo capito la prima emergenza, ma capiamo un pochino meno questa seconda fase. Non è per niente facile».

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