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Patteggia due anni la dipendente accusata di falso e peculato

Patteggia due anni la dipendente accusata di falso e peculato

TEMPIO. L’inchiesta della Procura di Tempio risale a circa un anno fa. A finire sotto accusa un assistente giudiziario del settore civile del tribunale di Tempio, Giampiera Manconi: nel mirino un...

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TEMPIO. L’inchiesta della Procura di Tempio risale a circa un anno fa. A finire sotto accusa un assistente giudiziario del settore civile del tribunale di Tempio, Giampiera Manconi: nel mirino un unico episodio che le è costato l’accusa di falso e peculato e la sospensione dal lavoro per un anno, misura cautelare interdittiva disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi.

Il periodo di sospensione si è recentemente concluso e la donna è rientrata in servizio.

Ieri l’imputata difesa dall’avvocato Gianmario Lisca, ha patteggiato la pena davanti al gip Marco Contu – pubblico ministero Luciano Tarditi – a due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena.

Stando alle accuse, la donna avrebbe tentato di rivendere un contributo unificato per gli atti giudiziari da 508 euro allegato ad un atto. Secondo la contestazione mossa nei suoi confronti dalla Procura, la dipendente del tribunale avrebbe sottratto un contributo unificato da un fascicolo vecchio e lo avrebbe utilizzato in un fascicolo nuovo, depositato mesi prima, appropriandosi abusivamente del contributo unificato allegato dal difensore nell’atto da depositare. Valore bollato che, stando all’accusa, avrebbe cercato di rivendere ad altri difensori.

L’episodio contestato è solo uno. Ma evidentemente quello strano giro di marche da bollo aveva destato sospetti. Tanto da far partire un’inchiesta da parte della Procura di Tempio.

Le indagini erano state condotte dai carabinieri.

L’ufficio dove l’operatore lavorava era stato sottoposto a perquisizione e nel corso dei controlli i militari avevano sequestrato il contributo unificato “incriminato”, quello che avrebbe cercato di rivendere. Alla vigilia di Natale era stata interrogata dal gip. E dopo l’interrogatorio, il giudice aveva disposto nei suoi confronti l’applicazione della misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio. Ieri la conclusione della vicenda giudiziaria col patteggiamento della pena a due anni concordata col pubblico ministero e accolta dal gip. (t.s.)

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