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Olbia

Gli imputati si difendono: «Nessuna turbativa d’asta»

di Tiziana Simula
Gli imputati si difendono: «Nessuna turbativa d’asta»

L’avvocato Caiazza: «Il giudice Di Giacomo ha fatto correttamente il suo lavoro» L’ex presidente Francesco Mazzaroppi e suo genero scelgono il rito abbreviato 

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TEMPIO. «Il giudice Alessandro Di Giacomo non ha ricevuto alcuna perizia falsa e ha seguito la procedura corretta per la vendita all’asta. Ha fatto bene il suo lavoro. E confido in una sentenza di “non luogo a procedere”». Parola alle difese, ieri, nell’udienza preliminare davanti al gup di Roma Nicolò Marino sulla presunta turbativa d’asta per la vendita della villa di Baia Sardinia dell’imprenditore di Arzachena, Sebastiano Ragnedda. Diversi difensori degli undici imputati hanno discusso e chiesto il proscioglimento dalle accuse per i loro assistiti. A cominciare dall’avvocato Gian Domenico Caiazza, difensore del giudice del tribunale di Tempio Alessandro Di Giacomo, accusato, insieme ad altri imputati, di turbativa d’asta. A conclusione di un’appassionata discussione, il penalista ha sollecitato sentenza di non luogo a procedere richiamando il parere del professor MassimoVaccarella che ha certificato la correttezza della procedura eseguita da Di Giacomo.

Il pubblico ministero Carlo Villani aveva chiesto il proscioglimento per il giudice dalle accuse di falso ideologico (in concorso con la cancelliera Francesca Debidda) e abuso d’ufficio e il rinvio a giudizio per falso (legato alla vendita della villa) e per turbativa d’asta.

Sentenza di non luogo a procedere è stata avanzata al gup anche dagli avvocati Antonello Desini e Fabio Varone, difensori del perito Ermanno Giua, accusato di falsa perizia. «Non ha sottostimato il bene, né ha voluto favorire nessuno», hanno rimarcato i legali, richiamando la perizia disposta dal pubblico ministero che attribuiva sostanzialmente un valore identico alla villa rispetto alla perizia eseguita da Giua. Il proscioglimento “per insussistenza del fatto” è stata chiesta per i coniugi Tomasina Amadori e Giuliano Frau, avvocati del Foro di Tempio, dai colleghi Antonello Fadda e Leonardo Filippi.

Hanno chiesto invece di essere giudicati con rito abbreviato, l’ex presidente del tribunale di Tempio ed ex presidente della Corte d’Appello di Sassari Francesco Mazzaroppi, difeso dagli avvocati Giovanni Azzena e Franco Luigi Satta, e il genero Andrea Schirra, difeso dall’avvocato Gianfranco Iadecola, acquirente della villa “incriminata” insieme alla moglie Chiara Mazzaroppi, assistita dall’avvocato Filippo Dinacci, che invece si è riservata se scegliere l’abbreviato o il rito ordinario. Andrea Schirra e Chiara Mazzaroppi sono entrambi magistrati. La posizione della presidente della Corte d’appello di Cagliari Gemma Cucca, difesa dall’avvocato Agostinangelo Marras, e quella dell’ex gip del tribunale di Tempio Elisabetta Carta, assistita dagli avvocati Ivano Iai e Cesare Piraino, sarà discussa nella prossima udienza, il 17 novembre. Il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per la Cucca per una sola contestazione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, e il non luogo a procedere per le accuse di falso e favoreggiamento personale.

Il proscioglimento dall’accusa di falso ideologico è stato chiesto anche per la cancelliera Francesca Debidda, difesa dall’avvocato Elias Vacca, per manifesta insussistenza del falso. Il pm aveva inoltre ritenuto fondata l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dall’avvocato Jacopo Merlini per il cancelliere Maurizio Fara. Ieri il gup ha emesso sentenza che dichiara l’incompetenza del tribunale di Roma in favore di quello di Tempio.

Il procedimento sarà quindi trattato nel palazzo di giustizia gallurese.

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